• Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

15 Settembre 2019 - 24a Domenica del Tempo Ordinario - C

Parola del giorno: “Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa”

Leggi tutto...

06 settembre 2015, seconda fase

del XVII Convegno Mariano

 

"Maria regina delle Vittorie"

Maria Regina delle Vittorie: ecco il titolo del convegno popolare mariano, giunto alla XVII edizione, che è stato celebrato all’Oasi Mariana Betania, con canti, riflessioni, testimonianze, Messa, serenata a Maria, agape fraterna.

Il tema nasce dalla mente e dal cuore di don Alberto Mariani - quasi come per ispirazione immediata -collegato al capitolo 12 dell’Apocalisse, in riferimento alla donna che deve partorire, al drago rosso che vuole assalire lei e il bimbo che viene dato alla luce: questa immagine -che la Chiesa volentieri associa a Maria - fa dell’umile ragazza di Nazaret la regina che vince il male con l’amore del suo figlio Gesù.

Nella prima fase del convegno, svoltasi il 15 agosto, sempre all’Oasi - nello stile sobrio che contraddistingue questa esperienza - è stato dato il via alla riflessione, che è approdata nella celebrazione della seconda fase del convegno, nella quale sono intervenuti coloro che hanno inviato il loro contributo di testimonianza e di preghiera.

Nelle piste di riflessione è stato messo in evidenza il riferimento storico del titolo Regina delle vittorie, festa che fu istituita da san Pio V in occasione della guerra di Lepanto, in difesa dall’invasione dell’Europa. L’esercito in campo risultò essere - in tale occasione - di molto inferiore a quello nemico, per navi e per altro. Nel conflitto la battaglia venne vinta per la preghiera che il Papa aveva chiesto, grazie all’intervento della Madonna, da allora invocata con il titolo di Maria Regina delle Vittorie.   Anche oggi, in altri campi, avvertiamo tutti che c’è una battaglia forte nella fede, soprattutto contro la Chiesa. In fondo possiamo dire di essere chiamati alle armi, ma quali armi? Per il cristiano le armi ordinarie suggerite da don Alberto sono quattro: la Parola di Dio, i Sacramenti, l’Amore verso tutti, la vita di Comunità, che poi è la Chiesa, a cominciare dalla prima comunità che è la famiglia, definita ‘piccola chiesa’.

Altre tre armi ‘straordinarie’, che pure sono di grande aiuto, sono l’umiltà, l’obbedienza, il servizio: in queste armi Maria è maestra, lei che è Regina perché umile, obbediente, serva.

Su questo si è riflettuto e pregato all'Oasi, fra canti, condivisione, gioia di conoscere la via da seguire per vincere con l’amore la battaglia della vita.

 

MARIA, REGINA DELLE VITTORIE

Offriamo qui di seguito un breve lettura dell'icona di Maria, Regina delle Vittorie,
realizzata da Giuseppina Bellisario, su trittico in legno

Questa icona si può considerare come una piccola “tesina” dipinta.

Essa fa riferimento a tre immagini esistenti di Maria Regina delle Vittorie, la prima, del 1063, a Cerami in Sicilia, la seconda, del 1514, a Parete, e infine la Madonna della Vittoria di Lepanto,  del 1571.

In parlerò delle straordinarie storie che accompagnano questi dipinti, ma di quello che simbolicamente rappresentano. Sicuramente  l’icona di Cerami -attualmente a Piazza Armerina - è un elemento centrale dell’icona, non solo come elemento pittorico ma per i suoi contenuti.

Nella sacra immagine di S. Maria a Parete, la Madre del Signore viene rappresentata in atteggiamento di preghiera, vestita in maniera regale con il capo coperto e incoronato. Ai lati due angeli, in espressione di servizio e di profonda venerazione, offrono alla Regina delle Vittorie il mondo, la palma della vittoria, e lo scettro, segni evidenti della efficacia e della universalità della sua mediazione materna. Ho ripreso inoltre la presenza degli angeli che la incoronano Regina.

L’icona di Cerami, donata dal Papa Alessandro II al condottiero Normanno Ruggero, fu dipinta fuori dalla Sicilia, ed è da iscrivere fra le icone dette della “Elousa” (Tenerezza), caratterizzate dal contatto fra le guance di Maria e Gesù.

Veniamo alla descrizione della nostra icona: qui i due volti –quello della Madre e quello del Figli - sono distaccati. L’abbigliamento del bambino, all’altezza della vita, punto di confluenza delle due bretelle, presenta ancora una fascia dipinta in rosso ”fuoco”, che vuole pienamente simboleggiare la gloria di Dio che riveste il Bambino: ”La Gloria del Signore era come fuoco divorante”(Es.24,17)

La mano di Maria sostiene il Bambino alla vita: questa posizione vuole rappresentare l’episodio cristologico della Presentazione al Tempio, quando alla vergine viene anticipato il futuro sacrificio del Figlio, cosi vistosamente  simboleggiato dalla colorazione  rosso intensa della tunica del Bambino.

Questo aspetto è fortemente evidenziato dalla presenza nelle decorazioni di corallo, donato all’autrice dell’icona, Giuseppina Bellisario, dalla Sicilia per la realizzazione dell’icona di oggi: questo ”gioiello del mare” -che ha le sembianze dell’albero della croce, nuovo albero della vita - è considerato uno dei simboli della Passione di Gesù, che assumendo  in se le realtà umane  degradate dal peccato, salva il mondo versando il suo sangue  per la redenzione dell’umanità. Il sangue offerto da Cristo è per l’umanità cammino che conduce alla rinascita, porta che si apre sull’eternità.

Lo sguardo di Maria è dolce e al contempo compenetrato: Lei per prima sorreggendo il Bambino alla vita, con fede, come pose il Bambino Gesù a Simeone, lo pone a noi con tanto amore e ci invita ad accoglierlo come Luce del mondo (Cfr.Lc 2,25-35).

Le labbra di Maria sono chiuse ma hanno appena pronunciato ”Fate quello che vi dirà”(Gv 2,5): ci invita a riempire dell’acqua della fede le “giare dei nostri cuori”.

Qui Maria viene presentata tutta avvolta nel moforion (manto che copre il capo e le spalle della Vergine Madre); solo sotto la vita si intravede il chitone celeste(tunica di stoffa chiusa da una cucitura), proprio come farebbe colei che si avvolge nel suo mantello per intraprendere il cammino. Maria è “Condottiera Celeste”, ella si mette in marcia verso i nostri cuori e combatte con noi e per noi per guidarci al suo figlio Gesù.

Gesù viene rappresentato con le braccia e le gambe scoperte: nell’iconografia bizantina soltanto i servitori venivano rappresentati con le maniche corte perché le loro  braccia, ben visibili, appartenevano al loro padrone. Gesù offre le sue braccia e le sue gambe - simbolo di operosità - perche egli viene per servire e non per essere servito (Mc.10,42-45). In questa icona sia i gomiti che le ginocchia  si presentano velati, decorata con fiorelini: la velatura lascia vedere gli arti e sottolineare la natura divina di Gesù Cristo , che è venuto per servire, ma nel contempo protegge i suoi.

Il Bambino si agita vivacemente e guarda verso lo spettatore; originariamente con la mano destra aveva un rotolo aperto, ormai cancellatosi dall’icona, ove la tradizione vuole sia scritto: ”Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio.”(Lc4,18).

È stato introdotto infine tra le mani della Vergine Maria il rosario, volendo ricordare la battaglia di Lepanto, per sottolineare il bisogno di riempire i nostri cuori della fede e dell’umiltà nella preghiera.

Maria Immacolata Regina delle Vittorie  è accanto a noi in tutte le nostre vicissitudini umane ma principalmente per combattere con noi  la grande Battaglia della nostra salvezza, e condurci nel regno dei cieli, rappresentato dall’oro che invade luminoso il fondo dell’icona.

 32 visitatori online

Sosta della Madonna del monte Viglio all'Oasi


Get the Flash Player to see this player.

Login

Galleria fotografica



3379101 Visite