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6 Aprile 2020 - Lunedì Santo

Parola del giorno: “e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo"

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"Verso la Domenica"

suggerimenti per la preghiera comunitaria sul vangelo della Domenica

2 Aprile 2017 - V Domenica di Quaresima - A

Signore, come Maria, aiutaci a vivere di fede:
che la nostra fede sia forte soprattutto nei momenti del dolore e della prova.
Come Maria, aiutaci a vivere d'amore:
che noi sappiamo dimenticarci di noi stessi e vedere il tuo volto sul volto dei fratelli.
Come Maria, aiutaci a vivere di speranza:
che noi non ci lasciamo abbattere dalle difficoltà e dagli insuccessi,
ma guardiamo al tuo Figlio, morto e sepolto e risorto per amore.
Come Maria, aiutaci a essere umili.
Come Maria, aiutaci a dire 
"sì" quando ci chiami.
Come Maria, aiutaci a essere poveri. Perché sappiamo donare noi stessi.
Come Maria, aiutaci a incontrarti nel silenzio,
perché il silenzio diventi ogni giorno la nostra forma più alta di preghiera
. Amen.

Vangelo di Gv 11,1-45

dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.



Meditazione.

"... le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato»"

Leggendo questo brano, ci troviamo difronte ad un quadro che rappresenta un aspetto della quotidianità familiare, ci sono due sorelle che si confrontano con la sofferenza dell’infermità  e con il dolore della morte del loro fratello. Una scena questa che ritroviamo in ogni comunità umana,  umana proprio perché si confronta con i limiti e con la morte. Marta e Maria sanno che Gesù ha guarito molti infermi, allora gli mandano un messaggio per comunicargli le condizioni del loro fratello, confidano nell’affetto che egli aveva per loro,  sperano fortemente  che Gesù  accorra e con la sua presenza  impedisca la morte. Gesù era davvero molto legato a questi fratelli, spesso si recava da loro, a Betania , per riposare e gustare la bellezza , la profondità, il calore  di una relazione familiare ed  “amicale”. Si, è proprio l’amicizia che fa  da sfondo al brano giovanneo, essa  è alla base di tutta l’esperienza di quell’amore che viene da Gesù, della sua amicizia con l’uomo e la risposta dell’uomo alla sua amicizia. Ma nonostante questo profondo legame affettivo , appena Gesù sente dire che Lazzaro è malato, invece di andare subito da lui resta nel luogo dove stava, preferisce  parlare  ai discepoli, del senso della malattia  e della morte.  Un atteggiamento strano il suo, contraddittorio, sembra quasi svalutare non solo  la gravità dell’evento ma soprattutto sembra non avere poi così tanto a cuore la persona a lui molto cara. Gesù aspetta senza preoccuparsi che l’amico Lazzaro muoia,  attende che il ciclo della morte si compia affinché l’iniziativa del Dio della vita si manifesti in tutto il suo spessore.

  

"Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!..."

Papa La maggior parte delle volte in cui  viviamo certe situazioni, abbiamo come la spiacevole disorientante sensazione che il Signore sia assente. Anche  Marta quando va incontro al Signore gli dice: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Spesso pensiamo che nel momento del bisogno il Signore non c’è. Si, diciamo sempre: Signore vieni, Signore intervieni, Signore aiutaci. E la domanda che sempre facciamo  a Dio è: “Perché non ascolti la nostra richiesta? Perché sei assente nella malattia e nella morte?”. Però nell’angolo più nascosto del nostro cuore è sempre viva la speranza, sappiamo con certezza“ che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te lo concederà”. Così come Marta speriamo in un intervento miracoloso di Gesù, ignorando però che egli è venuto a portare qualcos’altro: l’amicizia, l’incontro con lui che ci rivela che egli è risurrezione e vita.  Credere in questo vuol dire essere uniti a lui, vivere in lui, come lui vive in noi, vivere la sua stessa vita da figli e da fratelli. Egli ci dice che: “Chi vive in me e crede in me non muore” ed ancora “Chi osserva la mia Parola vivrà in eterno” se davvero crediamo in questo, abbiamo già ora la vita eterna. In questo brano siamo abituati a cogliere solo l’aspetto eclatante della risurrezione di Lazzaro, ma cambiando prospettiva di lettura ci si rende conto che  la vera risurrezione a cui assistiamo è quella di Marta, perché esprime con tutta se stessa la propria fede in Cristo.

 

"Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi verranno date in aggiunta"

Qui non è questione di non fare nulla e attendere che Dio provveda a tutto. Bisogna comportarsi come se tutto dipendesse da noi ben sapendo che in realtà tutto dipende da Dio. Gesù a noi chiede di impegnarci, ma anzitutto ci chiede di mettere il nostro cuore in Lui.  La nostra preoccupazione, in ogni nostra azione, deve essere l’amore. Dobbiamo mettere amore anche dove non ce n’è per essere sempre più simili a Colui che è riuscito a trasformare anche il crimine più grave (l’uccisione del Figlio di Dio) in un bene maggiore. Il resto – ci crediamo - ci verrà dato in aggiunta e anche in misura molto più grande di quanto avremmo potuto raggiungere da soli. Per averne prova basta ascoltare le testimonianze di chi questa gioia la vive ogni giorno. Ma meglio ancora, usando un gioco di parole, potremmo dire che per averne prova basta provare. La domanda allora è: siamo disposti a “rischiare” di perdere il controllo di tutto, per affidarci a Chi vede più in alto di noi?

  

 Preghiera

 
Tu sei la risurrezione e la vita, Signore Gesù!
Davanti alla morte noi restiamo smarriti e disorientati:
il suo potere ci appare ineluttabile,
le ferite che essa provoca senza rimedio e guarigione,
ma tu hai vinto la morte, l’hai sconfitta una volta per tutte.
Tu sei la risurrezione e la vita, Signore Gesù!
Ogni volta che la morte ci visita ne avvertiamo la brutalità:
essa ci strappa persone a cui siamo legati da affetto ed amicizia
e recide inesorabilmente la nostra relazione con loro,
ma tu hai vinto la morte
e hai mostrato di poterla affrontare a mani nude,
con la sola forza dell’amore.
Tu sei la risurrezione e la vita, Signore Gesù!
Ecco perché non possiamo più essere nell’angoscia e nella paura
come quelli che non hanno speranza.
Sappiamo che al termine di questa esistenza
non sarà un gorgo oscuro ad inghiottirci per sempre,
ma accompagnati da te
approderemo ad un oceano di gioia, di luce, di pace, per sempre! Amen!
 
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Sosta della Madonna del monte Viglio all'Oasi


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