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25 Giugno 2018 - Lunedì - 12a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno: “con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi"

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"Verso la Domenica"

suggerimenti per la preghiera comunitaria sul vangelo della Domenica

11 Marzo 2018 - IV Domenica di Quaresima - B

Spirito Santo, aiutami ad accogliere questa Parola come rivolta direttamente a me
e disponimi ad ascoltarla con tutto il mio essere:
mente cuore e volontà,
perché vi sappia riconoscere immediatamente l’insegnamento di Gesù, Parola fatta Carne,
e abbia il coraggio e la gioia di intonare sul suo insegnamento tutta la mia esistenza. Amen.
 

Vangelo di Gv 3,14-21

dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio»
.



Meditazione.

Per gli Israeliti pentiti di aver peccato lamentandosi nei confronti del Signore, guardare con fede il serpente di rame innalzato da Mosè, serviva per sopravvivere ai morsi dei serpenti velenosi. Gesù utilizza questo episodio per paragonarlo al “Figlio dell’uomo innalzato”, cioè a se stesso crocifisso,che per nostro amore si è addossato tutti i nostri peccati ed è stato appeso al legno della croce, fino a versare tutto il suo Sangue per la nostra salvezza. Chiunque guarda a Gesù, ovvero chi crede in Lui, sarà salvato e avrà la Vita eterna.

Dio ha tanto amato il mondo. Dio e il mondo, due realtà lontanissime, apparentemente divergenti. Questa frase traccia il punto di convergenza, il ponte su cui si incontrano e si abbracciano finito ed infinito: l’amore, divino nell’uomo, umano in Dio. Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama.

Chi non crede è già stato condannato: La salvezza è il credere nell’amore del Padre verso il Figlio che è lo stesso che ha verso di me. La salvezza dell’uomo è credere nell’amore. Se uno non crede nell’amore non può vivere. È il pane della vita quotidiana l’amore. Se non c’è questo c’è solo la morte e la tristezza. Quindi proprio credere all’amore è la salvezza. È la liberazione dalla condanna, dal giudizio. Il non credere all’amore del Padre, il non credere, il non accettare di essere figli, vuole dire giudicarsi da sé, cioè io mi escludo dalla vita mia che è quella di figlio e di fratello. Quindi il giudizio non lo fa Dio, lo faccio io! È la mia libertà in gioco

Luce e tenebre sono due termini usati nel vangelo di Giovanni per indicare il bene e il male. In questo brano c’è una frase che fa riflettere: “Gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce”. Vuol dire che non hanno accolto Gesù Cristo perché legati ai loro interessi e passioni. Mentre Dio ha amato il mondo fino a dare per amore il Figlio, gli uomini per tutta risposta lo rifiutano perché amano il loro mondo fatto di materialità, interessi e passioni mondane. Potremmo osservare che c'è anche chi non accoglie Cristo perché non lo conosce. Per costoro Dio ha segreti itinerari di salvezza. Resta vero però anche per gli uomini d’oggi che molti rifiutano Cristo perché il loro cuore è legato ad altri interessi. Amare le tenebre: un termine forte e conturbante per descrivere un certo stile di vita.

 

Domande per orientare la meditazione e attualizzazione

  • Sono capace di affidarmi a Dio con la consapevolezza che soltanto in lui ho la certezza di essere salvato?
  • Riesco a conciliare Dio con il mondo, con tutto ciò che mi circonda, che mi accade?
  • Fare la verità è restare nella luce, lasciarsi attirare da Dio: il nostro cammino quaresimale è in questa linea?

 

Preghiera

Spirito Santo, io credo che la preghiera
è il respiro della mia anima e l’ossigeno della mia vita.
La Parola meditata diventi ora
il nutrimento del mio colloquio con il Padre,
con il Figlio e con Te,
e mi apra a una unione di anima e cuore
sempre più autentica e profondare. Amen!

 

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