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22 Novembre 2017 - Mercoledì - 33a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno :“essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro"

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Preghiera di Adorazione, Guarigione e Liberazione della Famiglia
con spunti tratti dalla Lettera pastorale “LA GIOIA DI FARE FAMIGLIA” di Mons Gerardo Antonazzo
 
1. Preghiera di adorazione

Noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore Gesù, presenza viva in mezzo a noi e nella fede ti crediamo presente in corpo, sangue, anima e divinità nell’ostia consacrata solennemente esposta davanti ai nostri occhi.
Forti dell’aiuto dello Spirito Santo, che tu ci hai ottenuto come dono dal Padre celeste e che viene incontro alle nostre incapacità, questa sera, o Gesù, vogliamo vivere questo momento di adorazione tenendo presente nella nostra mente in modo particolare la nostra e tutte le famiglie e desideriamo trasformare in preghiera alcuni passi della Lettera che il nostro vescovo Gerardo ci ha consegnato, come testo guida per questo anno pastorale. Aprendo il nostro cuore a quel cambiamento che la preghiera comporta, diciamo con fede:

Noi ti adoriamo e ringraziamo, Signore

Il titolo della Lettera, o Gesù, è significativo e impegnativo nello stesso tempo. “La gioia di fare famiglia”, con il sottotitolo “La famiglia nel vivere quotidiano”, dicono subito, e a tutti, sia la “vocazione” della famiglia - e dunque l’obiettivo di fondo del suo esistere, che è quello della gioia - e sia il campo in cui bisogna impegnarsi per raggiungerlo, ossia nella concretezza della “vita quotidiana”.
Sin dalle prime pagine della lettera, o Gesù - ma la conferma la troviamo noi stessi nell’esperienza della nostra vita di ogni giorno - ci viene ricordato che alla base della famiglia ci dev’essere una relazione di amore che, se da una parte va vista ed accolta come un dono, dall’altra essa comporta (proprio coma la vita cristiana) l’impegno di un “cammino” nel quale progredire giorno dopo giorno. Un “cammino nella carità”, soprattutto, che impegna tutti - sposi, genitori, figli…- a vivere tra loro, cercando di migliorarli ogni giorno, gli stessi tuoi sentimenti nei nostri confronti. Capiamo o Gesù che non si tratta di un lavoro semplice, ma siamo anche certi che, con l’aiuto del tuo Spirito, sarà possibile. E che sarà proprio questa la gratitudine e l’adorazione migliore che possiamo renderti. Per questo ti diciamo:

Noi ti adoriamo e ringraziamo, Signore

Due affermazioni che la lettera riporta subito dopo, o Gesù, ci invitano a riflettere e a chiedere aiuto. Nella prima si dice che “La famiglia è in tensione verso il compimento di un amore sempre più pieno”, e nell’altra si afferma che “la vita matrimoniale e la gioia di fare famiglia sono la via sublime che incarna l’amore, lo rende comprensibile, concretamente possibile e vivibile”.
Si tratta di due verità, o Gesù, che danno respiro alle nostre fatiche e alle nostre stanchezze, prospettandoci qualcosa di grande, ma nello stesso tempo ci offrono la sicurezza che - avendola tu stesso scelta come via per venire nel mondo - quella della famiglia è sicuramente anche per noi la via che può dare, oltre che “concretezza all’amore”, anche tanta gioia e consolazione a chiunque si impegna a viverla nella verità e con sincerità; soprattutto se in sintonia con i tuoi insegnamenti e secondo il progetto originario di Dio che è fonte di gioia e mira a darci la felicità. Mentre ti chiediamo aiuto, ti ringraziamo per questo dono che tu certamente non ci farai mancare:

Noi ti adoriamo e ringraziamo, Signore

E’ vero Gesù, l’ideale della famiglia non può essere assolutizzato e il richiamo alla gioia non dispensa dal tener conto delle difficoltà che ogni famiglia incontra da sempre ( anche la tua del resto le ha incontrate) e quelle che, in maniera notevolmente accresciuta si abbattono sulla famiglia di oggi; ma la fede che ci sostiene e la fiducia piena nel tuo aiuto, e in quello della Chiesa nostra madre, ci spingono ad andare avanti con coraggio perché, come ha scritto Papa Francesco, “La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa e la forza della famiglia risiede nella sua capacità di amare e di insegnare ad amare” (AL53).  In effetti, il non lontano passato e l’esperienza anche ai nostri giorni di famiglie che vivono relazioni sane e hanno ripreso a pregare in famiglia, aprono a una rinnovata speranza. Anche per questo vogliamo ringraziarti:

Noi ti adoriamo e ringraziamo, Signore

Per tanti uomini e donne di oggi o Gesù, soprattutto giovani, ci sono parole riguardanti la famiglia che sembrano non avere più senso, per cui parlare della “gioia di fare famiglia” sembra un controsenso, oppure appannaggio dei pochi che vogliono andare contro corrente. Le affermazioni riportate nella lettera pastorale - come “Fare famiglia è vocazione, è progetto di Dio, è responsabilità, è chiamata al compimento della propria felicità attraverso la via dell’amore nuziale e familiare” - non sembrano interessare i giovani di oggi e fanno interrogare anche non pochi adulti. Vogliamo chiedercelo anche noi, qui davanti a te in questo momento, per poter ricevere e accogliere nel nostro cuore - per poi offrirla a quanti incontriamo soprattutto con la testimonianza della nostra vita - la tua risposta: “Ma oggi ‘fare famiglia’ è davvero motivo di gioia? Fare famiglia è davvero una ragione di vita? Fare famiglia è una scelta di felicità? E’ un atto di speranza o piuttosto un salto nel buio? (Lettpast, 12)
Se ci fermiamo alle sole domande, forse la preoccupazione potrà nascere o crescere anche dentro di noi; ma noi confidiamo in te, o Gesù, e in questo momento vogliamo sentirci rafforzati nella speranza e dalla certezza che tu si sei vicino così come sai essere vicino a ciascuna delle nostre famiglie – soprattutto quelle che vivono momenti di maggiore difficoltà - e di quanti le compongono e portiamo nel cuore. Per tutti, allora, vogliamo adorarti e ringraziarti, mentre facciamo nostro il “proposito” che il cardinale prefetto del Dicastero laici, famiglia e vita ha espresso in vista del prossimo incontro mondiale delle famiglie a Dublino: “Vogliamo celebrare la gioia di essere famiglia. Vogliamo celebrare la gioia dell’amore in famiglia. Vogliamo che, proprio a partire dalla famiglia, possa esserci una nuova stagione di crescita nella Chiesa” (Lett past, 13). E noi, o Gesù, già avvertiamo dentro di noi questa certezza; per questo ti preghiamo e ti ringraziamo:

Noi ti adoriamo e ringraziamo, Signore

Dopo aver parlato della “sacramentalità” e del “per sempre” della famiglia, in un passo della sua lettera il nostro vescovo si sofferma sulla affermazione “la famiglia è chiesa domestica’” “piccola chiesa” (n. 48) e chiesa “famiglia di famiglie”, precisando che nella tradizione dei primi secoli la “chiesa domestica” non è soltanto il luogo dove si riuniscono i cristiani (ossia le case stesse dei cristiani) per celebrare l’Eucaristia, ma anche “la singola famiglia come luogo dell’incontro con la presenza del Signore” (n. 49).
E’ bello allora, in questo momento di adorazione - in cui sentiamo viva la tua presenza e possiamo parlarti insieme come famiglia ecclesiale, ma anche ‘cuore a cuore’ -  avvertire che il nostro dialogo con te, o Gesù, possiamo continuarlo anche nelle nostre famiglie perché “l’intimità della casa può essere la sede della presenza divina”. Lo afferma sempre il nostro vescovo che conclude: “Si vede, dunque, come e perché la scelta cristiana di essere coppia e di fare famiglia qualifica e favorisce l’esperienza dell’amore all’ennesima potenza” (ivi).
E’ un’affermazione che dobbiamo e vogliamo concretizzare sperimentandola nelle nostre case, insieme ai membri delle nostre famiglie, ma anche un’esperienza di cui godere e da testimoniare con gioia alle numerose famiglie che oggi mancano, non credono o non avvertono la tua presenza nelle loro case e nei loro cuori. Mentre ci affidiamo e le affidiamo all’aiuto dello Spirito che invochiamo, ringraziamo il Signore per quanto Lui continuamente ci dona.

Noi ti adoriamo e ringraziamo, Signore

 
2. Preghiera di guarigione

Restando sul tema della famiglia, o Gesù, e trasformando la nostra preghiera da ringraziamento e adorazione in preghiera di guarigione, vogliamo presentarti le nostre invocazioni per tante situazioni familiari e i mali di ogni genere che si abbattono sulle famiglie oggi. Lo facciamo con la fiducia di sempre, nella certezza che “se vuoi, tu puoi ...aiutarci. Insieme diciamo:

Noi ti preghiamo, guariscici, o Signore

  • Anzitutto, o Gesù, vogliamo presentarti la preghiera accorata di tante persone che conosciamo, e in particolare di quelle che si sono esplicitamente raccomandate alla nostra preghiera di intercessione. Tu che conosci i bisogni di ciascuno e sostieni la vita e le relazioni familiari,  passa a leggere le loro richieste nel cuore di ciascuno e riempili della tua Pace:
  • Per le coppie che non riescono ad avere figli a causa di malattie o impedimenti di qualsiasi genere:
  • Per quanti sono vittime di rancori o di odio da parte dei loro familiari come pure per coloro che lo nutrono nei confronti degli altri e non riescono a liberarsene:
  • Per chi usa prepotenza e si lascia andare a gesti di violenza soprattutto nei confronti dei propri familiari e in special modo i più deboli e indifesi:
  • Per chi, soprattutto nell’ambito familiare, tratta gli altri con disprezzo e senza amore considerandoli come oggetti:
  • Per le famiglie che hanno in casa qualche membro affetto dal cancro o da malattie strane ed incurabili e per  quelle che ne sono colpite improvvisamente:
  • Per chi è nato con deformazioni e menomazioni fisiche, soprattutto per quanti mancano del conforto familiare e per le famiglie che non ce la fanno da sole:
  • Per chi è stato leso da incidenti stradali o ha subito infortuni sul lavoro che abbiano lasciato situazioni di invalidità:
  • Per quelle famiglie nelle quali regna il giudizio, la sfiducia e i cui membri troppo facilmente cadono nell’accusarsi reciprocamente:
  • Per tutte quelle famiglia in cui si soffre di pettegolezzo, di egoismo e di arrivismo, a scapito di alcuni membri della stessa o di altre famiglie:
  • Per quanti in famiglia soffrono per mancanza di autostima, per quanti sono vittime di bullismo e quanti si sentono esclusi e abbandonati:
  • Per tutte quelle famiglie, o anche semplicemente membri di esse, che sono malate di superficialità e di indifferenza, di egoismo e di presunzione inguaribile e non sentono ragioni:
  • Per quanti in famiglia soffrono di ipersensibilità e soffrono per la mancanza di comprensione e di corrispondenza:
  • Per quanti in famiglia soffrono di incomprensione, di solitudine o di mancanza di comunicazione o di altri sentimenti che spingono verso la depressione e la disperazione:
  • Per coloro che soffrono di malattie legate all’alimentazione, in particolare anoressia, bulimia, intolleranze, allergie di ogni genere, soprattutto se incurabili, specie quelle che hanno una ricaduta di preoccupazione e di sofferenza nel contesto familiare:

 

Ti preghiamo ancora, o Gesù, per i fidanzati che non riescono a sposarsi per mancanza di casa o lavoro;

per le famiglie che, a causa di problemi familiari, hanno perso la casa o anche il lavoro o rischiano di perderle e per quanti, per queste o per altre ragioni, si sono ammalati o sono spinti al pensiero di togliersi la vita o ne soffrono le conseguenze.

Per i nonni soli e incompresi e per tutti quelli che si sentono inutili

Questi, e quanti altri tu conosci o Gesù, vogliamo affidarti questa sera, qualunque sia la loro difficoltà o il loro dolore, nella certezza che tu, se vuoi, puoi aiutarli.

 
3. Preghiera di liberazione

Anche in questo terzo momento della nostra preghiera, o Gesù vogliamo dedicarla al tema della famiglia. Sono tante o Gesù le famiglie, nel suo insieme o in qualcuno dei membri,  che hanno qualche problema o qualche affanno che produce preoccupazione e dolore da cui hanno bisogno di essere liberate.
Mentre ti raccomandiamo tutte quelle che conosciamo e che portiamo nel cuore, ti preghiamo perché tu possa raggiungere e aiutare - anche se noi non le conosciamo - tutte quelle che ne hanno bisogno. Da parte nostra, traendo spunto ancora dalla lettera pastorale del nostro vescovo, vogliamo presentarti alcune situazioni particolari che sono causa di non poca sofferenza e preoccupazione.

Accompagniamo ogni intenzione dicendo:  Libera o Signore le nostre famiglie

  • Dal “processo vorticoso di secolarizzazione che si è sviluppato nel secolo scorso in Europa sulla scia di precedenti processi ideologici di stampo materialista che tanta confusione e disorientamento stanno portando alla nostra società (10), noi ti preghiamo: 
  • Dal progressivo impoverimento di valori che stanno portando a una concezione della vita “decisamente segnata da una visione consumistica” (10) che tanta presa sta facendo soprattutto nelle nuove generazioni, noi ti preghiamo:
  • Dai mali procurati dal relativismo che sempre di più si va diffondendo nel mondo, ma anche tra i cristiani, che porta a snaturare con inaudita virulenza la naturale verità dell’unione coniugale, considerando il matrimonio sempre più come una mera formalizzazione sociale dei legami affettivi (11), noi ti preghiamo:
  • Dal lavoro subdolo di quanti vogliono “far passare il matrimonio e la famiglia come una sovrastruttura legale che la volontà umana può manipolare a piacimento, privandola persino della sua indole eterosessuale” (11) noi  ti preghiamo:
  • Dal pessimismo con il quale sempre di più si tenta di far vedere il matrimonio e la famiglia soltanto nei suoi aspetti di problematicità, svuotandola di significato e sminuendone il valore religioso e l’aspetto gioioso anche nei vari risvolti della vita, noi  ti preghiamo:
  • Dal tentativo di cancellare la possibilità e l’impegno di considerare la famiglia come vocazione, sapendone cogliere, insieme alla responsabilità, la chiamata al compimento della propria felicità attraverso la via dell’amore nuziale e familiare (12), noi  ti preghiamo:
  • Dalla tante domande, preoccupazioni e paure che assediano oggi il matrimonio e la famiglia, al fine di scoraggiare “ogni buon proposito, tendendo a rattrappire le certezze e a condizionare soprattutto la fiducia dei giovani, compresi anche i cristiani praticanti” (12), noi  ti preghiamo:
  • Dalla confusione, che in maniera crescente e con studiato e malizioso progetto, va prendendo sempre di più le famiglie, comprese quelle cristiane, soprattutto nel campo educativo, fino a cercare di intaccare la stessa legge naturale, noi  ti preghiamo:
  • Dai problemi legati al fenomeno della “violenza familiare che, come un iceberg occulto, fa la sua apparizione in proporzioni allarmanti” (n.6) con conseguenze che si riversano in ogni campo della vita familiare e sociale, da quello educativo a quello psicologico e religioso, noi  ti preghiamo:
  • Dalla mentalità perbenista e spendacciona che incide negativamente sull’accoglienza della vita, con la vistosa crescita della denatalità, dell’aborto e del calo di rispetto per la vita altrui, noi  ti preghiamo:
  • Dalla scarsa considerazione, anche da parte dei cristiani, nei confronti del sacramento del matrimonio e del grande dono che, grazie al Battesimo, hanno di poter costruire nella casa una famiglia che sia ”chiesa domestica”, ossia luogo ed esperienza di preghiera, di celebrazione eucaristica e di “incontro con la presenza del Signore” per cui “l’intimità della casa può essere la sede della presenza divina” (49), noi  ti preghiamo:
  • Dalla chiusura che spesso si avverte rispetto all’idea che “l’educazione alla fede è partecipazione alla pedagogia divina” per cui “se nel donare una nuova vita i genitori prendono parte all’opera creatrice di Dio, mediante l’educazione essi diventano partecipi della sua paterna e materna pedagogia” (53), noi  ti preghiamo:
  • Dalla fatica e dalla incapacità di far crescere nelle coppie cristiane una spiritualità coniugale e familiare che sia di sostegno per tutti i membri della famiglia e di testimonianza serena, gioiosa ed incoraggiante anche per altre coppie e famiglie (54), preghiamo:

Infine o Gesù ti chiediamo con tutta la nostra fede di liberare le nostre, e tutte le famiglie, da qualsiasi tentazione e da ogni forma di seduzione alle quali il demonio tenta di sottomettere sempre di più e con un accanimento inaudito, attaccando, seducendo e tentando di soggiogare i suoi membri cominciando da quelli più deboli. 
Fa’ che la benedizione che ora riceveremo possa liberare le nostre case e i nostri cuori da ogni presenza e inganno del male perché vi regni la potenza del tuo amore e la grazia che ci salva e ci santifica ... e il cuore immacolato della tua e nostra madre Maria possa regnare e trionfare nelle famiglie e nel mondo intero 

 

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Sosta della Madonna del monte Viglio all'Oasi


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