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La vocazione del cristiano e la vita sacramentale – Roccavivi, 31 gennaio 2011

… il Paradiso è molto più su del monte Viglio, eppure è molto più giù, perché il Paradiso è… Gesù lo dice:  dove sono due o più riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro… perciò è qui il Paradiso… Noi stessi possiamo averlo vicino se lo vogliamo. Cantiamo infatti: Dov’è carità e amore qui c’è Dio.,,
La catechesi a Roccavivi è subito concreta e profonda; don Alberto la introduce con una strofa del canto “vocazione”,  accompagnato alla chitarra da don Edmer.  Qua e là durante la serata affioreranno anche altri canti, a sottolineare il contenuto semplice e sapiente di quello che viene trasmesso.
La chiesa si è lentamente riempita di presenze silenziose e attente, mentre la riflessione si snoda serenamente: è facile essere cristiani oggi? È facile esserlo in India,  in Cina, in Egitto… a Roccavivi?
La prima cosa che la peregrinatio ci ricorda è che la vita cristiana va vissuta come “un cammino”. Questa statua della Madonna ha come meta ultima la cima più alta della nostra Valle. Qual è la meta del cammino della nostra vita? La santità.
Come non siamo nati cristiani, così non siamo nati santi, occorre diventarlo, non perché siamo più bravi degli altri, ma perché lo vogliamo, vogliamo rispondere a questo desiderio di Dio, alla sua volontà: Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione (1Ts 4,3). Ecco, questo dover diventare cristiani è una vocazione; è la vocazione del cristiano, ossia una chiamata che ci viene direttamente da Dio, il quale ci vuole tutti santi. La santità è la beatitudine realizzata, è la vita vissuta secondo la volontà del Signore.
La santità non è un privilegio di pochi, essa non consiste nel compiere cose eccezionali. Gesù Cristo infatti ha detto per tutti: “Siate perfetti, come è perfet­to il vostro Padre celeste” (Mt 5,48). Questa è la meta alla quale è chiamato ogni cristiano.
La Chiesa presenta alla nostra venerazione la vita dei santi non solo per dire che ci sono persone che hanno raggiunto la perfezione della carità, ma ancor più per invitarci ad imitarli, ricordandoci che tale obiettivo è posto anche davanti a noi. I santi sono vissuti nella nostra terra e nel nostro stesso mondo… se è stato possibile per loro raggiungere il traguardo della santità, lo sarà anche per noi.
Noi dobbiamo diventare santi, perché il Signore ce lo chiede. Ma… lo vogliamo?
E come si fa? Come raggiungere questo obiettivo?
La risposta è semplice: facendo quello che Dio chiede, seguendo il cammino già tracciato dai santi, ma in particolare seguendo la via di Gesù,  la via di Maria.
La via di Gesù è una via sicura: è la via dell’umiltà, dell’obbedienza e del servizio, in un cammino di fedeltà nel quotidiano delle piccole cose, senza stancarsi e senza scoraggiarsi.
Certo a volte il cammino può farsi difficile e la croce può apparire pesante… talvolta addirittura si può rischiare di non farcela a mantenere i propositi intrapresi e addirittura si finisce per cadere; ma se si ha chiaro l’obiettivo e si confida nell’aiuto di Dio, proprio come Gesù sulla via del Calvario, ci si rialza e si arriva in cima.
La via di Maria: lei, oltre che Madre di Gesù, è nostra madre e ha fatto suo per noi il desiderio di Gesù. Anche lei ci vuole tutti santi e ci aiuta ed accompagna, portandoci per mano, ci indica Gesù come via, ci invita, come i servi nell’episodio delle nozze di Cana: “Fate quello che lui (Gesù) vi dirà” ( Gv 2,5). 
Maria stessa per raggiungere l’obiettivo della santità ha percorso la via semplice ed ordinaria: non ha fatto cose straordinarie, ma ha vissuto facendo la volontà di Dio ogni giorno nelle piccole cose, senza tirarsi indietro quando si è trattato di affrontare situazioni dolorose.
Che cosa ha fatto Maria? Ha pregato, ha rispettato la Legge del suo tempo, ha amato e servito nei compiti e doveri a lei richiesti come sposa e madre. E quando il suo figlio Gesù ha iniziato pubblicamente la missione affidatagli dal Padre, si è messa alla sua scuola facendosi sua discepola.
Il cammino percorso da Maria si fa invito a utilizzare i mezzi per raggiungere la santità, e sono quei mezzi che seguono una via ordinaria, semplice, quotidiana: preghiera, parola di Dio, sacramenti e carità (opere di misericordia).
Sta a noi riprendere in mano la Parola, riportandola nelle case. Idealmente la Madonna sta venendo a casa nostra, rinnoviamo il proposito di invocare Maria: aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.
A noi aprire il cuore all’ascolto, al perdono, alla pace, per camminare in una via rinnovata dalla presenza della Madre.
Proprio a chiusura dell’incontro don Alberto consegna a tutti un ultimo avvertimento, da  un  post trovato su internet qualche settimana fa:
“Sappi che alla santità è più facile giungere attraverso il cammino della vita ordinaria che con le grandi opere.
E siccome la vita d’ogni giorno è intessuta di piccole contrarietà, di doveri che costano, d’incruenti martiri e di pazienza, sappi sopportare una ad una queste piccole avversità man mano che Dio te le invia, e quasi senza accorgertene ti formerai quaggiù la corona di gloria che ti splenderà sul capo nel giorno eterno. E la tua gioia sarà talmente grande, che in quel giorno vorresti aver sofferto molto di più…”

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