Categories: Peregrinatio Mariae

Le opere di misericordia – 04.02.2011

Il desiderio di stasera è quello di rendere concreto l’amore, dopo ciò che abbiamo pregato, ascoltato, accolto; dall’altro lato sentiamo di voler muover passi di riconciliazione e di conversione al Signore, riconoscendo i nostri errori.
La statua della Madonna sostiene dolcemente la riflessione di tutti e l’accoglienza della misericordia del Padre.
Riprendiamo qualcuna delle molte sollecitazioni che riceviamo da Maria Luisa, la quale prende la parola dopo l’introduzione della celebrazione del perdono nella chiesa parrocchiale di Roccavivi: che cosa significa amare? Essere perfetti come il Padre!  Gesù nel Vangelo ci invita ad essere perfetti come il Padre, il quale è misericordia. Dunque, amare perfettamente, è accogliere la misericordia in noi, essere misericordiosi come il Padre.
Da dove si vede la misericordia del Padre? Pensiamoci: chi di noi per salvare un assassino, un ladro, metterebbe a morte il proprio figlio? Dio l’ha fatto, e continua a farlo per noi, ancora oggi.
Questa misericordia, che è prerogativa divina, si può accogliere in noi attraverso la vita sacramentale, così lo Spirito fa il miracolo di darci un cuore misericordioso.
Chi ci guarda vivere così, dovrebbe potersi stupire: assomiglia tutto a suo Padre!
La Madonna ci è guida in questo percorso di grazia, dall’annunciazione alla Visitazione, a Cana… Maria ha lo sguardo attento ai bisogni degli altri, tanto da prevenirli.
Ci piace pensarla a Cana, nel suo equilibrio: lei non ordina, né si lamenta. Solo presenta il bisogno degli sposi. Lei attira il segno del miracolo: come si fa d’altro canto a rifiutare qualcosa a chi ha il cuore che batte all’unisono con quello del Padre…
In questo cammino di  vita concreta, in questo percorso di riconciliazione, accogliamo l’aiuto che la chiesa ci offre quando ci ricorda di vivere le opere di misericordia, del corpo e dello Spirito.
Un insolito esame di coscienza, quello che siamo invitati a fare sulle opere di misericordia, ma il senso è profondo: non si può amare Dio che non vediamo, se non amiamo chi vediamo: l’altro!
Dar da mangiare agli affamati… riflettere al nostro rapporto con il cibo, agli eccessi in un senso o nell’altro… dar da bere  agli assetati… interrogarci sul  rispetto che abbiamo o meno verso l’acqua e la creazione,  e verso la sete di Dio che spesso incontriamo negli altri… visitare i carcerati, gli imprigionati in casa calle malattie, dalle difficoltà, chiusi nel peccato o nel dolore…
Sopportare le persone moleste è anzitutto cercare di non essere noi stessi prepotenti, presuntuosi, invadenti nei confronti degli altri… insegnare agli ignoranti, uscendo dalla timidezza nei confronti dei nostri figli, riappropiandoci del dovere di insegnare loro i valori eterni…
Sono solo alcuni esempi della concretezza della riflessione attraverso cui siamo condotti a riflettere per accogliere dal Padre misericordioso il suo stesso cuore di misericordia
Ci sia rocca di dolce intercessione la protezione di Maria, che invochiamo Regina, madre di misericordia, domandandole: tu, avvocata nostra, volgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.

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