Categories: Peregrinatio Mariae

Da Roccavivi a Ridotti: 5 e 6 febbraio 2011

La preghiera comunitaria del Rosario caratterizza le ultime ore di questa settimana a Roccavivi, in compagnia della madonna di monte Viglio: quello del sabato sera, animato da due famiglie dell’Oasi, e quello del pomeriggio della domenica, a “più voci” sacerdotali, con il parroco, don Alberto, don Franco: preghiere molto ben animate e molto partecipate.
Il sabato è stato coinvolgente vedere –a coronamento della presenza di più di circa 30  oasini nell’arco di tutta la settimana  due famiglie ad animare il Rosario della comunità con canti popolari e con il commento semplice, concreto, profondo, ad ogni mistero contemplato, compresa la testimonianza -semplice ma vigorosa- della decina di  Ave Maria  pregate al microfono da un Francesco con giacca nera e capelli all’insù, come si usa, e un altro Francesco con  le mani in tasca, perché ha dimenticato di prendere il Rosario: due figli di famiglia, davanti a una cinquantina di mamme che i figli ce li hanno tutti in giro, o a casa, certo non in chiesa, per stavolta almeno. Ma l’amore e il sospiro del cuore raggiungono il loro effetto certamente, e si può vedere sui volti gioiosi e festanti, dopo un’ora abbondante di preghiera. Che la Madonna abbia un ascendente su questo popolo si  tocca con mano anche alla domenica, quando più di duecento persone si raccolgono ancora per pregare e per salutare, accompagnare la statua che parte verso il paese di Ridotti: non basta aver pregato, non basta accompagnare la Madonna alla fine del paese, non basta seguirla per la strada provinciale fino all’inizio del paese e poi su con gli altri in processione, fino alla piazza e alla chiesa: il coro di Roccavivi anima con il canto anche la Messa di accoglienza, come gesto di gioia, di consegna, di festa che non può non essere condivisa, coinvolgendo e moltiplicandosi nel dono.
Un’attenzione speciale va data al l’arrivo della statua a Ridotti: impossibile comunicare l’atmosfera composta e gioiosa della gente, la strada asfaltata ma proprio di campagna – si sente infatti che sono passate da qui  greggi di pecore- la salita insieme, i canti, la banda, gli alpini che portano la statua a spalla, le persone che man mano si aggiungono uscendo dalle case, dal bar, dai vicoli,  su fino alla piazza: qui gli spari, i fuochi d’artificio, e ancora l’omaggio ai caduti di tutte le guerre, con tanto di tromba che suona il silenzio, e l’inno di Mameli … non manca proprio niente!  La Mamma è lì, ad accogliere tutto e tutti. La gente sorride, non ci sono estranei, ci salutiamo tutti sorridendo mentre la statua entra in chiesa.
La Messa è celebrata da don Alberto: lui all’inizio aveva detto che avrebbe ripetuto dappertutto la parole del vescovo. A ben ascoltarlo, sì, ripete il fatto che il vescovo ha detto che Maria ha detto di fare quello che Gesù dice… e non è un gioco di parole! Ma per il resto, dal cuore vengono fuori parole e fuoco per tanta gente assiepata nella chiesa, e che per buona parte è dovuta rimanere in piazza. È a questa assemblea allargata che Maria parla stasera, attraverso il contributo sacerdotale: la Madonna ci consegna l’invito a vivere nella pace, ad essere costruttori di pace, a eliminare qualunque forma di guerra, non solo quelle dei popoli, ma quelle all’interno della famiglia, della parrocchia, della comunità, perché è il seme della divisione che guasta la festa! È questo il senso dell’omaggio ai caduti, prima dell’ingresso della statua di Maria in chiesa.
Questo passaggio della Madonna fra noi possa segnare l’ incontro con l’Amore che solo può dare  senso alla nostra vita, per superare la guerra che è dentro di noi.
La Madonna di Monte Viglio raggiungerà la vetta il 9 luglio, per ricordarci di guardare verso il Cielo. Come ha fatto Maria ad arrivare fino al Cielo? Si è messa in ascolto di Dio, si è fatta discepola del Figlio, ha fatto per prima quello che lui ha detto. 
Maria ci insegna come percorrere questa strada: accogliere la Parola. Quella che la liturgia offre oggi è particolarmente significativa: il Signore ci ricorda che siamo sale della terre e luce del mondo. È semplice, ma anche ci fa paura, perché Gesù stesso è la luce, e lo dice a noi: voi siete luce. Se il sale perde il sapore, se la luce è nascosta, a che serve?
La luce che noi siamo è sua, la luce che permette di vedere i colori, le cose, le opere fatte dai figli della luce, che non compiono le opere di figli della notte, delle tenebre. Il sapore vero, la luce vera viene dall’incontro con Gesù Cristo e questi crocifisso.
Impariamo a guardare a Gesù crocifisso, come Maria Addolorata che si venera in questa chiesa.  Non pensiamo solo che lo hanno ucciso gli altri, tanto tempo fa, la cosa ci riguarda, siamo noi che lo uccidiamo. Ma diciamo al contrario: l’amore per noi lo ha portato a morire per noi. È l’amore che ricompone le divisioni. Il mondo ha tutto, ma che gli manca? La gioia, la pace. Perché? Perché ci manca l’amore!
La Madonna viene e ci dice di cercare l’amore. Siamo chiamati a offrire la pace, attraverso la fede, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli
Maria è venuta per riparare i cuori che sono spezzati, infranti, lasciamola entrare nella nostra vita: lasciamola entrare nella nostra vita, perché sia lei a condurci fino in Cielo…
Conclusa la Messa, non è conclusa la festa: si vede l’alpino che accarezza il manto, raggiungendo con il cuore la persona che la statua ricorda; c’è il bambino che si mette in posa per una foto ricordo con la Madonna; l’anziana signora col fazzoletto in testa che sorride mentre prega, chi  invita al buffet preparato in piazza, chi saluta, chi prende accordi per la settimana… che è tutta da vivere ancora in una comunità che mostra un amore grande verso la Mamma.