Categories: Peregrinatio Mariae

15 marzo 2011 – Rendinara

A Rendinara la statua della Madonna del Monte Viglio starà solo 24 ore, ma è subito evidente che sullo scorcio di questo lungo inverno, con la cima del monte che sembra dentro le case e la neve che scivola dritta sullo sfondo dei vicoli,  il passaggio di questo segno mariano non passa nell’ombra. I fuochi d’artificio pomeridiani ne sottolineano l’arrivo all’inizio del paese, e la processione che si snoda fino alla chiesa conta più di un centinaio di persone, cioè praticamente la totalità degli abitanti del paese d’inverno e diverse persone dei paesi vicini, che per un richiamo della grazia vogliono essere presenti.

Nell’omelia a Rendinara, don Alberto ci regala un frammento del suo cuore innamorato di Dio e di Maria.
Eccone qualche eco, che risuona in chi lo ha ascoltato in questa splendida cornice, fra le montagne  della valle (siamo a più di 1000 metri) in una chiesa  che fiorisce come un gioiello di inaspettata bellezza in mezzo alle case che si inerpicano nei vicoli sotto la cima del monte Pizzo Deta.

“… ho scoperto oggi tre modi nuovi di ringraziare, di rendere grazie, attraverso la vita concreta, proprio venendo a Rendinara.

  1. ho detto ad una signora che aveva pregato con noi a Castronovo: Grazie! E lei: Ma noi veniamo su!
    Voleva dire: veniamo ad accompagnare la Madonnina fino a Rendinara.
    Come dire: ringraziare  è volontà di esserci, di essere presenti, di partecipare.
  2. mentre salivamo una persona che era in macchina con me ha detto in dialetto: Oiene! Guarda questa dove è arrivata!
    Esprimeva così la meraviglia, la gioia di venire in un posto così in alto.
    Come dire: ringraziare è sapersi meravigliare, come Maria che nel Magnificat dice: grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.
  3. una anziana signora, quando ha saputo che c’era qui don Franco ha cominciato a nominarlo ripetutamente, don Franco, don Franco, ancor prima di vederlo, e quando l’ho accompagnata dove don Franco era, c’è stato un incontro bellissimo, e lei ha a ringraziato per tutto quello che aveva ricevuto da lui.

Come dire: ringraziare è fare memoria del dono ricevuto.
Celebrare l’Eucarestia, come rendimento di grazie, è presentare all’altare non solo l’offerta del pane e del vino che sono trasformati nel corpo e nel sangue di Cristo, ma è presentare all’altare la nostra vita, la vita concreta, quotidiana, le piccole semplici cose che si vivono.
E Maria, come ha detto grazie?
Nel Vangelo non sentiamo che  lei  dica questa parola, ma lei dice grazie in tre modi, con altre parole, con altri atteggiamenti:

  1. il suo modo di dire grazie è prima di tutto l’eccomi. Maria dice il suo sì, e con questo sì ringrazia perché attraverso di lei arriva la salvezza per tutta l’umanità.
  2. Maria dice sì quando va da Elisabetta. Non dice : grazie, ma dice: vado! Il sì detto all’annuncio dell’angelo mette Maria subito in cammino, subito in movimento, perché non può contenere quello che ha ricevuto, per poter vivere l’eccomi, si rende necessario andare. Il modo concreto di dire grazie a Dio per quanto è generato in lei è mettersi a servire, andare per amare.
  3. Maria dice grazie con la sua vita, dicendo con essa a Dio: tu sei il mio tutto. Lei riconosce in modo eccezionale che Dio è l’unico, e che va amato con tutto il cuore, l’anima, le forze…”

Grazie, Signore, grazie, Maria, grazie, don Alberto!