Categories: Peregrinatio Mariae

dal 17 marzo al 10 aprile 2011 – a Morino, Grancia, Civita d’Antino, Pero dei Santi

Il passo della Madonna pellegrina in queste settimane si è fatto ancora più spedito, per cercare i suoi figli sparsi a piccoli gruppi nella valle e sui monti: in tre settimane la piccola statua -che ha fatto breve sosta a Rendinara- raggiunge Morino, poi Grancia, Civita D’Antino, Pero dei Santi. Impossibile ripetere le lodi che partono da tanti cuori che condividono, si aprono al Signore, si rafforzano nella fede, si sentono sostenute nel cammino, intanto che le sequenze della Peregrinatio si ripetono: la festa dell’accoglienza, la preghiera sincera, le catechesi partecipate, il coinvolgimento di tante persone, l’affetto dimostrato in mille modi per chi arriva dalla comunità Oasi per vivere un’esperienza di condivisione della fede, la  commozione al congedo, i fuochi d’artificio, gli alpini, i canti, i pianti, i saluti forse per nuovi appuntamenti…
Ci basti qui segnalare i variopinti cenni mariani, come punti luminosi di un infinito cielo stellato che canta a Maria; lo facciamo con  qualche nota ripresa dalle parole di don Alberto, che – mentre lascia spazio alla generosità di tanti fratelli e sorelle dell’Oasi che si avvicendano ogni giorno per l’animazione della peregrinatio- è sempre presente alle celebrazioni di accoglienza della statua della Madonna del Monte Viglio nelle varie tappe.

 A Morino, 16.03.2011

Si venera qui a Morino la Madonna del Buon Consiglio. Si può andare dalla Madonna per avere consiglio… Noi possiamo fidarci di Maria? Siamo sicuri che lei ci dà giusti consigli? Sì, certo, per diversi motivi:

  1. Lei è Madre. I consigli di una madre sono sempre preziosi, anche se a volte i giovani si “scocciano” dei consigli. Ma ci domandiamo: può essere cattivo un consiglio che viene da una madre? Dobbiamo tenerlo presente, per non dover arrivare a dire: se avessi ascoltato il consiglio di mia madre!
  2. E che madre è Maria! Con la M maiuscola, perché questo rafforza la sapienza di cui è colma. Lei è sede della sapienza, una potenza di grazia che sostiene la saggezza. Se è prezioso il consiglio di una madre terrena –e loro possono sbagliare- lei che è la Madre delle madri, non sbaglia, non perché è Madre delle madri, ma perché è
  3. Madre di Gesù, Madre di Dio e Madre nostra. Quanto dobbiamo sentirci confortati nel cercarla! E possiamo sentire questo conforto che viene da lei perché non è lontanissima da noi, ma è in mezzo a noi.

Il consolatore ammirabile, il consigliere ammirabile, dice la Bibbia, è Gesù, lei è la consigliera ammirabile.
Ci possiamo fidare di Maria? Che cosa ci dice Maria, che cosa ci dice oggi?
Il nostro vescovo a Civitella ci ricordava che Maria viene ad insegnarci il modo per essere cristiani. Che cosa ha detto Maria? Fate quello che Gesù vi dirà. È un consiglio che dà, e che consiglio! Questo consiglio  è il principale, che viene segnalato nel Vangelo. Altri consigli vengono dal suo esempio, perché lei è la prima cristiana, le prima che si è fatta discepola di Gesù. Lei dice di fare quello che ha fatto Gesù. San Paolo che si è convertito arriva a dire: fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. Non può forse Maria dire questo per prima?
Il vostro amore a Maria è il più bel regalo che la Madonna vuole farvi, fatevi imitatori di Maria, come lei lo è stata di Gesù. La nostra vita sia il frutto di quanto ascoltiamo dalla Parola.
La presenza di Maria dev’essere segno di un amore che Dio ha nei nostri confronti, perché vuole cambiare i nostri cuori. Maria vuole venire in mezzo a noi, nelle nostre case, nei nostri cuori. E noi vogliamo dirle che se vuole può usare il nostro cuore come strumento.
Lei è regina delle grazie. Dante ci ricorda: chi vuole grazia e non ricorre a Maria, fa volare senza ali il suo desiderio- Si può volare senza ali? Così, senza Maria non c’è grazia! Questo vale solo per noi? No, per tutti: noi siamo strumenti  fra le man di Maria perché sempre più persone aprano a Dio i loro cuori. E così sia!

A Grancia, 20.03.2011

Ho visto che avete accompagnato numerosi per un lungo tratto a  piedi la statua della Madonna del Monte Viglio: questo vi fa onore. Poi nella preghiera di accoglienza avete ripetuto quello che il pastore ci suggeriva: “ti accogliamo con gioia tra noi, e desideriamo farlo come figli devoti che accolgono la Madre che è venuta a visitarli”. E che madre! Ognuno è autorizzato a sentirla come propria madre, perché tutti siamo stati consegnati da Gesù a Maria ai piedi della croce, ciascuno di noi in Giovanni. In quella consegna noi c’eravamo tutti. Maria si è lasciata prendere da Giovanni: “la prese con sé” dice il Vangelo, nella sua casa, cero, ma anche significa fra le sue realtà più care.
Noi quindi non solo siamo stati presi da Maria, ma anche a noi è stata fatta una consegna. Gesù ce lo ripete oggi, in un contesto bello, quello della II domenica di quaresima: il Tabor. Da allora il Tabor non è più soltanto un monte, ma un evento, la trasfigurazione, vedono Gesù luminoso, poi scompare la visione, sentono poi la voce del Padre, cadono a terra… Gesù li tocca, dice loro: non abbiate paura… come li avrà rassicurati! Questo è il Tabor.
Riascoltiamo le parole del Padre, penso che questa sera le possa e le voglia dire Maria, quell’espressione, vogliamo sentirla da lei: questo è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!
Non è forse la stessa parola che Maria dice a Cana? Lei si accorge che manca il vino alla festa di nozze, va da Gesù e presenta il problema: non hanno più vino. E Gesù le dice:…e noi, che c’entriamo in tutto questo?  Gesù capisce che Maria non sta solo presentando il problema, ma vuole che lui faccia qualcosa. Maria è madre ancor prima della consegna sotto la croce. Si rivolge ai servi: “Qualunque cosa vi dica, fatela”…
La comunità di Grancia è sotto la guida di Maria amata come Madonna della stella:  chi è questa stella? È Gesù, ed è la luce che Maria vuole indicarci. Maria ci chiede di seguire Gesù. Se avremo fatto i passi richiesti da Gesù, se saremo capaci di morire con Cristo potremo risorgere con lui.
La luce che è Gesù entra nella nostra vita e la trasforma, la trasfigura! Non accontentiamoci della luce  della luna –avete visto la luna di ieri sera era luminosissima, ma è comunque luce riflessa, quanta luce può fare la luna?- con la luce di Cristo possiamo trasformare la nostra vita. Cominciamo ad a ascoltare Gesù, cominciamo a fare quello che lui dice.
Qual è la consegna che riceviamo oggi? Siate fedeli alla fede che avete ricevuto nel Battesimo. Noi infatti siamo già i fedeli, siamo già luce; Gesù ha detto di sé: io sono la luce, e ha detto a noi: voi siete la luce. Noi non brilliamo di luce riflessa –come la luna- ma della stessa luce di Cristo e di questa luce ha bisogno il mondo. Ma se noi non la lasciamo accesa chi potremo illuminare? La luce è già accesa, non vergogniamoci di questa luce. Il mondo non ha bisogno di chi coltiva odio, il mondo ha bisogno della luce. Come si chiama questa luce? Amore. Dio è amore, un amore più grande non esiste. Noi abbiamo già questo amore, godiamo questo amore, in modo particolare in questa settimana. E il Signore ci aiuti in questo proposito: che uscendo da questa chiesa ognuno di noi possa sentirsi portatore di un amore e di una luce nuova.

A Civita d’Antino – 27.03.2011

Quando noi impariamo a vedere le cose belle che ci succedono intorno, possiamo vedere e capire Dio. Quando stiamo male dentro ci si oscura la vista, qualcosa non ci fa vedere più. Quando possiamo vedere? Quando mettiamo in pace la nostra vita.  E quando il nostro cuore è veramente in pace? Quando chiediamo perdono per i nostri peccati. Allora riusciamo a vedere le cose come le vede il Signore. Questo potrebbe essere il nostro impegno: vedere dall’alto, non solo dall’alto della montagna, ma come vede Dio. Se così fosse non ci sarebbero guerre. Quando Gesù è nato gli angeli cantano, come dice il vangelo nella nuova traduzione: gloria e pace,  pace in terra agli uomini che egli ama. Dio ci ama tutti, fa piovere sui buoni e sui cattivi, Dio ci guarda con lo stesso amore.
La statua della Madonna viene in chiesa perché è il cuore della comunità, ma è il segno della presenza della Madonna che possiamo visitare nelle nostre case, nel nostro cuore, sul posto di lavoro. Dio l’ha resa partecipe del suo modo di  guardare gli uomini,  del suo modo di amare.
Ci sono qui le mamme e le nonne: le mamme danno il meglio ai loro figli, per dare ai figli quello che non hanno avuto loro. Perché tanti sacrifici? Per dare ai figli la  possibilità di migliorare. Se questo lo facciamo noi, la Mamma nostra celeste che cosa ci può dare? Forse odio, rancori, guerra? No, certo! Lei ci vuole dare la pace.
La fede non può rimanere per sé, va donata, è il nostro compito, non c’è niente di più bello della fede, quella semplice, che ci fa mettere in rapporto con Dio anche di fronte alla fame, alla malattia, alla morte. I nostri padri un tempo dicevano: quello che Dio vuole, sia fatta la volontà sua. Ora noi non facciamo più così: piccoli e grandi pensiamo sia giusto quello che pensiamo noi, anche quando è diverso da quello che Dio pensa.
La statua della Madonna, è qui, la Madonna passa per ricordarci che il dono più grande non lo dobbiamo aspettare, lo abbiamo già: è Gesù. Maria ci invita a metterci a disposizione di Gesù. È troppo difficile? Vogliamo valorizzare il nostro incontro con Gesù? È sì la nostra risposta?
Se credo, amo, se amo, vivo, se vivo, vivo di Gesù Cristo. Ecco il nostro credo.

A Pero dei Santi, 03.04.2011

Impariamo a saper cogliere da piccoli segni il messaggio che Dio ci dà. Nell’accogliere la statua della Madonna del Monte Viglio ho raccolto un primo segno: all’inizio del paese  c’erano schierati i bambini con dei cartelloni con la preghiera dell’Ave Maria. Attraverso questo piccolo segno di accoglienza possiamo dire che si stabilisce fra noi e lei un legame eccezionale, particolare, se impariamo da lei: la Madonna non ha costruito niente nella sua vita, ha accettato di collaborare con una sola parola: sì.
Noi spesso diciamo no, perché non capiamo il modo di scegliere di Dio.
E noi, vogliamo diventare suoi discepoli?
È difficile quello che Gesù chiede? Anche a Maria ha chiesto qualcosa. Lei come ha risposto? Non solo ha detto sì, ma eccomi! E non solo in quel momento, ma anche nei momenti difficili. Vi ricordate momenti difficili di Maria?  Sì, ai piedi della croce è il dolore più grande, eppure Maria non se ne va, continua a dire: ho promesso a Dio, tutto quello che vuoi puoi farlo di me.
Maria vede lontano  e vede Dio anche là dove Dio sembra lontano.
È cattivo Dio? No: Dio ha altri criteri. Per dirgli di sì dobbiamo accogliere la luce di Dio…
Quando ci sembra che non riusciamo a capire noi facilmente ce la prendiamo con Dio.
Occorre saper vedere al di là. Mettiamo tutti questa fede. Noi con gli occhi materiali vediamo una cosa, ma dopo la consacrazione… con l’occhio vediamo l’ostia, con l’occhio della fede si riesce a vedere Gesù.
Nel mondo che è cattivo possiamo vedere che c’è tanta bontà, se riusciamo a guardare con l’occhio di Dio. Dio che mette nel mondo? La bontà! Quando crea Dio vide che era una cosa buona.
Accogliamo l’invito ad accogliere la luce, che è Gesù, con Maria, per rispolverare la fede e vedere quanto Dio ci ama, anche quando siamo cattivi. E così sia.