Categories: Peregrinatio Mariae

Qualche appunto di viaggio dal 27 febbraio al 13 marzo

Da  San Vincenzo Vecchio, passando per  Morrea e Santa Restituta Rosce, fino a San Vincenzo Valle Roveto, per raggiungere Castronovo, e ripartire ancora..

Chi della comunità ha la grazia di percorrere le strade della valle, mentre si sale su e giù per le montagne, non può fare a meno di ringraziare Dio e la Chiesa, per tanta attenzione da parte del Signore, al pensiero che egli raggiunge le persone della Valle da secoli e secoli , testimoni in ogni contrada chiese, comunità cristiane, parroci che testimoniano la presenza di Maria, l’amore di Gesù Cristo per tutti e per ciascuno… siamo qui a raccogliere i secoli  di storia e di grazia che hanno attraversato queste terre; qui a condividere uno stesso amore per il Signore Gesù, per sua madre, Maria…

L’esperienza più evidente è l’amore che raggiunge tante persone isolate fra le montagne: questa Peregrinatio  Mariae si manifesta sempre più come manto di tenerezza materna di Maria: è lei che raggiunge in un segno gli angoli più nascosti, le cime più lontane, i cuori più soli, per consolare solitudini, unire separazioni, pacificare discordie..

Del cammino della Madonna del monte Viglio per le strade di San Vincenzo Vecchio e di Santa Restituta Rosce, ricordiamo il clima freddo ma solo per il barometro, freddo di cui non si è curata la gente, abituata a resistere a tutto, la quale ha accolto l’invito per questo momento che non è solo di festa, ma di incontro fuori stagione, vissuto non in estate, ma nell’ordinarietà, perché possiamo, nel quotidiano, fare festa con Maria, accogliendo la sua presenza, sentendo il richiamo della comunione con lei, attraverso l’occasione del passaggio della sua immagine.

La valle, piena di immagini e statue mariane che cosa dice ai suoi abitanti? I momenti di preghiera e di catechesi – in questi giorni animati dalla comunità dell’Oasi, attraverso il contributo di don Alberto, Maria Vincenza,  Maria Luisa R., Maria Luisa Q., Marco, Carmine, Stefania, e ancora altri-  fanno il punto della salute spirituale della piccola contrada.

Maria. Un nome comune, non è lei onnipotente, ma dice: grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.

Che cosa ci ricorda Maria? Il suo è un richiamo alla santità: Dio ci vuole tutti salvi, cioè santi. Chi sono i  santi? Non sono solo quelli sull’altare, ma soprattutto quelli fra i banchi. Se lo desideriamo, il Signore  realizza in noi la santità, dandoci gli aiuti necessari.

Maria ci invita a essere santi insieme, altro è essere santi da soli, altro è esserlo insieme, e in verità non si diventa santi da soli, perché il Signore ci vuole insieme, ci vuole comunità, ci vuole famiglia, ci vuole Chiesa. Entriamo in questa chiamata, in questa vocazione con il Battesimo. Ma non è sempre facile essere quello che siamo. Nasciamo perfetti, santi, ma ci ammaliamo fin  da piccoli. Per questo è necessario trovare la strada per arrivare alla meta. Questa strada è Maria, che ci pone in sintonia con la legge di Dio, con la sua volontà. Questo cammino di santità non è conquista nostra, è dono di Dio, ricevuto da lui con il Battesimo.

Maria ci è guida per la vetta della santità, con la sua vita: lei che non ha mai detto no a Dio, ci insegna a essere una voce unica, piccola o grande che sia la comunità, la nostra voce è unica presso  il Padre.

Un cenno tutto speciale è poi per Morrea. .. buio pesto, strada sconosciuta… questo breve viaggio verso la montagna  sembra essere tratto da un film del  dopoguerra… monti e monti a perdita d’occhio, nebbia fitta e stradina senza protezioni, fino alle case di pietra che sorgono ordinate con i mucchi di legna davanti all’uscio.. Nell’andare si parte nella nebbia, sicuri solo del fatto che la freccia -che segnala il paese a 6 km dalla nazionale- è puntata verso l’alto.  Ma la statua della Madonna ci aspetta proprio a Morrea, e lì gli abitanti ci sono ancora, superstiti di gloriose memorie di antichi insediamenti medievali, a difesa della valle intera.

Don Alessandro si affaccia contandoli dalla sacrestia: sono 14… ci sono tutti!

Bella soddisfazione per la Peregrinatio, totalizzare il 100% di presenza in un paese! La Madonna dal cielo sorride compiaciuta di queste persone così tenaci e fedeli, docili e forti.

Docili, sì, checché se ne dica degli abruzzesi rudi: bisognava esserci per vedere l’affetto di tenerezza con cui questo grappolo di anziani si lascia ricoprire dal loro giovane parroco quando li mette in fila per la foto ai piedi della statua, e il loro rispetto quando lui interviene durante la catechesi mariana dialogata, condotta da Antonella e Maria Vittoria.

La gioia di ricevere una visita così importante, con l’arrivo della statua della Madonna, si trasmette in un’accoglienza calda, loquace, di chi aspetta solo di raccontare la vita e i luoghi del paese che fu, di condividere la preghiera e i canti, il freddo e i dolci preparati in casa.

La partenza troppo rapida è scandita dal saluto che uno per uno tutti ci scambiamo, diventati fratelli in un battito d’ali, quelle di angeli della montagna e della valle, che ci accompagnano nella nebbia, e ci riportano a valle nel chiarore della notte stellata.

A San Vincenzo Valle Roveto ci attende una nutrita comunità parrocchiale che accoglie la Madonna del Monte Viglio al mattino, con la rinnovata gioia del calore dei figli per la  Mariae.

La festa si raddoppia al pomeriggio, con la celebrazione dei vespri e la recita del Rosario in collegamento con Radio Maria. Si respira  in questo luogo il clima di preghiera che rende particolare una contrada nella quale è ben viva la memoria e la presenza di una ragazza di cui è stato avviato il processo di beatificazione: Filomena Carnevale. La sua tomba è qui, ma è qui anche la sua casetta, e sono qui i suoi compagni d’infanzia, i suoi vicini di casa, i suoi parenti… cinquantadue anni sono tanti ma non troppi, per lasciare l’eredità di un amore grande alla Madonna, un desiderio vivo di accogliere la Parola di Dio, di seguirlo con amore.

Le giornate volano in fretta, la Madonna pellegrina ha ancora molti figli da raggiungere, sulle rocce più in alto… occorre raggiungere Castronovo, e bisogna che gli alpini di nuovo facciano corona alla regina, incuranti questa volta della pioggia torrenziale che li accoglie.

Anche qui, si tratta di un breve passaggio, ma intenso, allietato in particolare dalla testimonianza di due mamme, Filomena e Maria, felici di poter esprimere il loro amore a Maria attraverso la catechesi che concentra i cuori e le menti, l’amore e la fede su di lei, maestra e guida sulla via della santità.

Dell’esperienza che si va snodando sulle vie della valle è singolare questo: che non è un gruppo fisso che incontra le persone: ruotano a turno, come in uno  strano girotondo dei “missionari” un po’ particolari: sono padri di famiglia, giovani, donne sposate, vedove,  sacerdoti,  persone consacrate… tra di loro c’è la persona semplice e il letterato, il professionista, l’operaio, la casalinga… chi non sa parlare in pubblico perché non c’è abituato, e chi ha insegnato tutta una vita, chi gestisce un’azienda e chi ha perso il lavoro… è una gemma di chiesa, che incontra la chiesa, una comunità che va incontro ad altre comunità, un annuncio di condivisione umile e sincera, più che un ammaestramento di esperti dello spirito…

Sarà proprio questo forse che un po’ sorprende, un po’ incuriosisce e che infine affascina?