Categories: Verso la Domenica

21 ottobre 2012

 

Verso la Domenica

suggerimenti per la preghiera comunitaria sul vangelo della Domenica

21 ottobre 2012 – XXIX Domenica T.O.  Anno B

 

Sac:

Nella preghiera, come nella vita,
la Mamma celeste è sempre pronta a mettersi al nostro fianco
per suggerirci le parole, ma soprattutto per sostenerci.
Lei che è Madre tua e nostra, o Gesù,  non solo ci sostiene col suo esempio,
ma, prendendoci per mano, è pronta ad accompagnarci
per le vie di Dio.

Tutti:

In questi duemila anni quante volte, Gesù,
abbiamo tradito la consegna che ci hai affidato?
Quante volte le nostre Chiese
hanno preso come riferimento la logica di questo mondo,
invece di segnalarsi per una radicale, sorprendente,
evangelica originalità?
Eppure tu hai tracciato la via in modo chiaro,
senza ombra di equivoco,
quando ti sei fatto servo di tutti e hai donato la tua vita…
Mi guardo allo specchio, Gesù,
esamino le mie scelte, i miei atteggiamenti,
le decisioni piccole e grandi
che imprimono una direzione alla mia esistenza,
alla mia storia.
E resto senza parole, confuso e pieno di vergogna,
perché mi ritrovo somigliante
a Giacomo e a Giovanni e a tutti i rampanti,
ai carrieristi di ogni epoca, agli scalatori del successo…
Eppure tu non ci hai regalato un’illusione,
un sogno impossibile!
Ci sono uomini e donne che hanno realizzato il tuo stile,
reso concreto il tuo progetto.
Liberami, Gesù, da tutto ciò
che mi tiene prigioniero di vecchie catene… Amen.

 

(Vangelo di Mc 10, 35-45)

+ dal  Vangelo secondo Marco  

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»

 

Meditazione.

 

1L- “Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiediamo

Quante volte anche noi, in modo più o meno consapevole, rivolgiamo a Gesù la stessa richiesta fattagli quel giorno dai figli di Zebedeo? Quante delle nostre preghiere sottintendono proprio questo: vogliamo che tu Gesù ci esaudisca, vogliamo che Tu faccia ciò che noi vogliamo!

 

2L- “Concedici di sedere nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra…”

Giacomo e Giovanni desiderano essere protagonisti nella vita, desiderano i primi posti nel Regno di Dio e, detto così, sembrerebbe bello il loro desiderio! Ma il “regno” che loro pensano è un regno umano fatto di potere e ricchezze. Certo amano Gesù e vogliono essere a Lui vicino ma secondo la logica umana. Sono appunto ancora i “figli di Zebedeo” e non i “figli di Dio”.
Chiediamoci: per noi cosa è importante nella vita? Anche noi vogliamo i primi posti? Siamo disposti a rinunciare alle nostre pretese umane per diventare veri figli di Dio?
Certo,  essere protagonisti nella vita è importante ma nel senso di non “restare alla finestra”, nel senso di decidere della propria vita e della storia e non per protagonismo e arrivismo. Vero potere allora diventa l’essere padroni del proprio “io”, dominare le passioni e diventare “re” della propria vita.

 

 1LVoi non sapete quello che chiedete

E’ vero. Nella nostra presunzione chiediamo a Dio tante cose che pensiamo siano il bene per noi e quando accade che Lui non ce le concede ci ribelliamo, ci arrabbiamo con Dio e a volte … Lo rinneghiamo.
Ma Dio vuole il nostro bene anzi Lui solo sa cosa è meglio per noi.
Questa deve essere la logica del credente. Questo dovrebbe essere il presupposto per ogni nostra preghiera: Tu sai, Tu puoi, se vuoi.

 

 2L. “Chi vuole diventare grande fra voi sarà vostro servitore

La logica di Gesù è sempre quella del servizio. E come sempre non lo dice solo a parole ma ce ne da l’esempio. Lui stesso infatti non si è presentato come uno che voleva essere servito ma per servire. E ci invita a fare come Lui Solo così, servendo si diventa “grandi” nel Regno di Dio, solo così si può stare davvero vicino a Gesù in questa vita e poi nell’altra per l’eternità.