Categories: Parola del Giorno

5 novembre 2014 – Mercoledì – 31a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno :“…chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.”

Vangelo del giorno:  Lc 14,25-33   

La condizione potrà apparire dura, ma Gesù
per portare avanti la missione affidatagli dal Padre
ha bisogno di discepoli così:
non solo che nel cuore avvertano la voglia di seguirlo,
ma anche che siano capaci di anteporlo
ad ogni altra cosa nella loro vita,
scegliendo di attuare i suoi progetti,
pienamente distaccati da tutto ciò
che non sia la Volontà del Padre, proprio come ha fatto lui.
Gesù non ha bisogno delle folle che lo seguono,
se ciascuno di coloro che le compongono
non ha chiaro che deve stargli dietro
non per interessi o vantaggi personali,
ma solo perché Lui merita tutto il nostro amore.
Facciamo bene i conti prima di avventurarci,
considerando che per avere il Tutto
capace di appagare ogni nostro desiderio,
dobbiamo liberarci da tutto ciò che riteniasmo ‘nostro’.

parola di oggi per chi non ha il testo a portata di mano:

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».