Categories: Parola del Giorno

3 novembre 2015 – Martedì – 31a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno :“…nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”

Vangelo del giorno: Lc 14,15-24     

Quando l’interesse e la ricerca degli affari
è superiore al valore dell’amicizia e della gratitudine,
l’uomo perde il piacere dello stare insieme
e con esso tanti altri che finiscono
per far smarrire il senso della gioia vera.
Il pericolo e la preoccupazione ancor più grande
sarà quella che, smarriti questi valori
essenziali per la umana e serena convivenza,
sarà facile smarrire anche quelli più elevati
che ci vengono donati da Dio stesso
compresi quelli che fano parte del suo Regno
il cui ingresso può avvenire solamente
rispondendo all’invito che il Signore
rivolge a tutti.
Se per primi non gustiamo noi la gioia
di accostarci al banchetto del Signore
e godere la bellezza dello stare insieme a lui
come potremo aiutare i nostri fatelli
a gustarlo a loro volta?

parola di oggi per chi non ha il testo a portata di mano:

In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». 
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. 
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. 
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».