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24 Aprile 2016 – V Domenica di Pasqua – C

Verso la Domenica

suggerimenti per la preghiera comunitaria sul vangelo della Domenica

24 Aprile 2016 – V Domenica di Pasqua – C 

Signore Gesù, noi siamo qui raccolti dinanzi a Te:
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo, da noi crocifisso e dal Padre risuscitato.
Tu il Vivente, realmente presente in mezzo a noi.
Tu sei la via, la verità e la vita. Tu solo hai parole di vita eterna.
Tu l’unico fondamento della nostra salvezza e l’unico nome da invocare per avere speranza.
Tu l’immagine del Padre e il donatore dello Spirito.
Tu l’Amore: l’Amore non amato!
Signore Gesù. noi crediamo in Te, ti adoriamo, ti amiamo con tutto il cuore,
e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.
 (G.P. II )

Vangelo di Gv 13, 31-35  

dal Vangelo secondo Giovanni  

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».  

 

Meditazione.

Quando Giuda fu uscito (dal cenacolo), Gesù disse: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.

Questo brano è stato tratto dal capitolo 13 di Giovanni: Gesù e i discepoli si trovano nel cenacolo. In questa circostanza, Gesù  rivela ai suoi che presto sarà  tradito da  uno di loro e alla domanda del discepolo Giovanni “ Sono forse io?” egli  risponde “E’ quello per il quale io intingerò il boccone e glielo darò. Intingendo dunque il boccone, lo dà a Giuda…” in quello stesso momento Satana  entra in lui.  Giuda esce, è notte, il buio si impossessa del suo cuore, si allontana dal cenacolo è confuso, disorientato, una forza sconosciuta lo spinge lontano dalla luce vera che è Cristo, deve fare in fretta ciò che aveva da tempo  progettato… Vendere l’Amore per trenta denari.
Mentre Giuda scompare nelle fitte tenebre della notte, Gesù si prepara alla gloria:     << … “Ora è stato glorificato il Figlio dell’uomo, e Dio si è glorificato in lui…” >> Gesù sa che l’ora della sua morte in croce è parte del piano salvifico di Dio. E’ l’ora nella quale sul mondo, mediante la gloria del “Figlio dell’uomo”, risplenderà la gloria del Padre. In Gesù, che offre la vita al Padre nell’ora della croce, Dio si glorifica, rivela la sua divinità, accoglie nella sua comunione tutta l’umanità.

 

” Figlioli, ancora per poco sono con voi

Gesù si rivolge ai discepoli e li chiama: “Figlioli”, con precisione li chiama delicatamente  “Figliolini”. E’ un’espressione di grande amore e tenerezza ma anche una constatazione, cioè che essi sono davvero ancora piccoli come bambini, incapaci di comprendere ciò che sta per accadere. Lo capiranno un giorno , ma non in quel momento. Poi Gesù continua dicendo: ” Voi mi cercherete ma come ho già detto ai Giudei, lo dico anche a voi: dove vado io voi non potete venire”.
Non si tratta solamente di una situazione storico-geografica: Gesù muore, va in cielo, nella Gloria del Padre e gli apostoli, invece, continuano a vivere.
Quel “dove vado io voi non potete venire” è perché Gesù vive in una dimensione d’amore che gli apostoli non hanno ancora raggiunto.  Infatti, uno lo tradirà, un altro lo rinnegherà più volte e tutti scapperanno. Non sono ancora pronti.

 

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato.

“Vi do  un comandamento” queste parole  riportano alla memoria l’idea dell’Alleanza, a quella stabilita da Dio tramite Mosè con il popolo d’Israele, ma ciò di cui parla nel brano  l’evangelista è una  nuova ed eterna Alleanza portata a compimento da Gesù, per questo  il comandamento si può dire nuovo.  Gesù con  la sua  resurrezione apre l’orizzonte a un mondo nuovo in cui l’uomo,  per il dono dello Spirito, è reso partecipe della vita stessa di Dio e quindi vive della vita del Figlio. La nuova relazione  che si stabilisce con Dio non è più secondo la Legge, ma secondo lo Spirito, l’uomo non è più schiavo ma figlio, ormai ha un cuore nuovo, ha acquisito  una libertà che  lo rende capace non solo di fare ciò che la vecchia Legge chiedeva, ma di andare oltre, nella pienezza del bene che è l’Amore. Per questo  il “comandamento nuovo” non è l’aggiunta di un precetto a quelli vecchi, ma è il nuovo dinamismo  che muove l’uomo divenuto figlio di Dio, è  libertà di amare, è dono gratuito che  l’uomo sperimenta.
Lo specifico del cristiano non è amare così tanto per dire, così come fanno tutti,  ma  è amare come Cristo. Iniziando  dagli ultimi, di lasciare le novantanove pecore al sicuro, di arrivare fino ai nemici. Amare come Cristo, con quel sapore, in quella forma, con quello stile.

   

questo tutti sapranno che siete miei discepoli

Qual’è il distintivo, la caratteristica di noi cristiani? Da che cosa ci riconosceranno? Di quale amore si tratta?
Tutti amano qualcuno, ma appena sorgono difficoltà, questo sentimento spesso sembra venir meno. Amare non è cosa semplice, amare veramente, radicalmente, incondizionatamente, gratuitamente, non è nelle capacità dell’uomo. L’uomo, infatti, è legato al proprio egoismo e ai propri interessi, è capace, con le sole sue forze, di mettere al centro la propria persona.  Per amare sul serio, abbiamo bisogno dell’aiuto che viene dall’Alto, abbiamo bisogno che Dio stesso ci faccia partecipi della sua forza d’amore, ce ne faccia dono.  Il segreto è “rimanere nel suo amore”,  solo questo ci renderà capaci di amarci gli uni gli altri, di testimoniare che siamo stati incontrati ed amati da Cristo, per questo capaci di amare solo un po’ del suo amore.

  

Preghiera
 

Come i due discepoli del Vangelo, noi ti imploriamo, Signore Gesù:
rimani con noi!  Tu, divino Viandante,
esperto delle nostre strade e conoscitore del nostro cuore,
non lasciarci prigionieri delle ombre della sera.
Sostienici nella stanchezza, perdona i nostri peccati,
orienta i nostri passi sulla via del bene.
Benedici i bambini, i giovani, gli anziani, le famiglie, in particolare i malati.
Benedici i sacerdoti e le persone consacrate.
Benedici tutta l’umanità.
Nell’Eucaristia ti sei fatto «farmaco d’immortalità»:
dacci il gusto di una vita piena,
che ci faccia camminare su questa terra come pellegrini fiduciosi e gioiosi,
guardando sempre al traguardo della vita che non ha fine.
Rimani con noi, Signore! Rimani con noi. Amen!

(G.P. II)