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9 Ottobre 2016 – XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – C

Verso la Domenica

suggerimenti per la preghiera comunitaria sul vangelo della Domenica

9 Ottobre 2016 – XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – C 

Vergine immacolata, scelta tra tutte le donne
per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione,
fa’  che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù
e seguirlo sul cammino della vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli!
Fa’ che nelle tue sante mani noi possiamo divenire  strumenti docili e attenti
per la purificazione e santificazione del nostro mondo.
Condividi con noi la preoccupazione del tuo cuore di Madre,
e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo,
la creazione intera celebrare con te
la lode della misericordia e dell’ amore infinito. Amen. 

 Vangelo di Lc 17,11-19

dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Meditazione.

Mentre egli stava entrando in un villaggio dieci lebbrosi gli vennero incontro

Il lebbroso è colui che viene escluso dalla preghiera in quanto considerato impuro e quindi peccatore e dalla vita sociale e obbligato a tenersi lontano dalle altre persone e ad avvertire la sua presenza gridando: immondo! Immondo!Anche oggi le persone vengono giudicate ed emarginate, segregate alla periferia del nostro cuore perché appaiono diverse dal nostro modo di pensare. Dimentichiamo spesso che Dio ama dello stesso amore tutti. 

 

Gesù maestro abbi pietà di noi

Questo è un grido che diventa preghiera. E’ il grido dell’uomo sofferente, impaurito, insicuro, piagato nel corpo e nell’anima. Il grido si trasforma in preghiera di abbandono, di desiderio di essere esauditi, perché a Dio spesso ci si va perché si sta male. I lebbrosi hanno fiducia e speranza di essere guariti.Anche noi ricorriamo tante volte a Dio per le nostre necessità, sperando che Dio ci venga incontro donandoci ciò che desideriamo: questo modo di pregare è la preghiera di richiesta: è opportuna, certo, ma non è l’unico modo di dialogare con Dio.
 
 
 
Non ne sono stati purificati dieci e gli altri nove dove sono?

Preghiera

Solo un lebbroso, vedendosi guarito, torna da Gesù per fare la preghiera di lode e di ringraziamento, gli altri nove ormai stanno bene non sentono il bisogno di altro; forse continuano a vivere la propria vita senza Gesù.
Succede anche a noi di non avere gratitudine verso Dio; quando Lui ci ha accolto ed esauditi misericordiosamente ci dimentichiamo di Lui e non lo rendiamo partecipi delle nostre scelte quotidiane; domandiamoci se facciamo riferimento alla sua Parola e al suo Corpo, oppure se ci accostiamo a Lui indifferenti e distaccati. La  nostra vita è una cosa, Lui un’altra.
È fondamentale piuttosto ricordarci che Gesù non è il mago della nostra vita, ma è il salvatore, che ci guida con la sua Parola e attraverso i sacramenti nella sua Chiesa.  Nell’Eucaristia Gesù si mostra come piccola Ostia, ed è l’Onnipotente che guida i nostri passi alla vita eterna.
In questo brano del Vangelo il lebbroso che torna indietro è un samaritano, cioè uno straniero per gli ebrei… Così noi, consideriamo straniero non solo chi abita.

 

Alzati e va … la tua fede ti ha salvato

La fede è una gioia e un dono personale che non può essere aumentata senza il nostro desiderio. Infatti “ credere” è la nostra risposta all’amore di Dio per noi. Questo succede anche nei rapporti di amicizia dove ci fidiamo perché abbiamo sperimentato il bene dell’altro verso di noi. Solo chi conosce l’amore di Dio ne prende coscienza e può rispondere con lo stesso amore, con la fede, con la fiducia verso di Lui. Gesù si fida di noi, ci dona fiducia e ci ama sempre nonostante le nostre infedeltà.
La fede…. salva! Questo affidamento in Dio, questo tuffarci nel suo cuore, ci fa sperimentare la sua misericordia, il suo perdono, in una parola la salvezza dal male.

 

Signore, anche io sono lebbroso, come quel samaritano,
e stasera ti prego mettendomi proprio nei suoi panni:
dalla  solitudine e dall’ isolamento sono venuto verso di te,
con tutto il peso e la vergogna del mio peccato, della mia malattia.
Ho gridato, ho confessato, ho chiesto misericordia a te, che sei l’ amore.
Tu mi hai ascoltato ancor prima che potessi finire la mia povera preghiera;
anche da lontano tu mi hai conosciuto e mi hai accolto.
Tu sai tutto di me, ma non ti scandalizzi, non mi disprezzi, non mi allontani.
Mi hai detto solo di non
aver paura, di non nascondermi.
E’ bastato appena  darti fiducia, aprire uno spiraglio del cuore
e già la tua salvezza mi ha raggiunto,
già ho sentito il balsamo della tua presenza. Ho capito che tu mi avevi guarito.
Allora, Signore, non ho potuto fare a meno di tornare da te,
per dirti almeno grazie, per piangere di gioia.
Pensavo di non avere più nessuno, di non farcela, di non venirne più fuori.
E invece tu mi hai salvato, mi hai dato un’ altra possibilità per ricominciare.
Signore, grazie a te non sono più lebbroso!
Ho gettato via le mie vesti stracciate e ho indossato l’abito della festa.
Ho rotto l’isolamento della vergogna, della durezza
e ho cominciato a uscire da me stesso, lasciandomi alle spalle la mia prigione.
Mi sono alzato, sono risorto. Oggi, con te, io ricomincio a vivere.
Amen!