Categories: Verso la Domenica

6 Novembre 2016 – XXXII Domenica del Tempo Ordinario – C

Verso la Domenica

suggerimenti per la preghiera comunitaria sul vangelo della Domenica

6 Novembre 2016 – XXXII Domenica del Tempo Ordinario – C

Signore, come Maria, aiutaci a vivere di fede:
che la nostra fede sia forte soprattutto nei momenti del dolore e della prova.
Come Maria, aiutaci a vivere d’amore:
che noi sappiamo dimenticarci di noi stessi e vedere il tuo volto sul volto dei fratelli.
Come Maria, aiutaci a vivere di speranza:
che noi non ci lasciamo abbattere dalle difficoltà e dagli insuccessi, ma guardiamo al tuo Figlio,
morto e sepolto e risorto per amore.

Come Maria, aiutaci a essere umili.
Come Maria, aiutaci a dire ” sì “ quando ci chiami.
Come Maria, aiutaci a essere poveri. Perché sappiamo donare noi stessi.
Come Maria, aiutaci a incontrarti nel silenzio, perché il silenzio diventi ogni giorno la nostra forma più alta di preghiera. Amen.

Vangelo di Lc 20,27-38

dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Meditazione.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi

Al termine del suo viaggio Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme (Lc 19,29-39) e in città si dedica apertamente alla predicazione e all’insegnamento. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano un pretesto per farlo arrestare. Per questo motivo in questi suoi ultimi giorni Gesù viene spesso provocato su questioni talvolta oziose, poste proprio per indurlo in inganno. Una di queste è narrata nel brano di oggi. I sadducei (appartenenti al gruppo degli scribi e dei sommi sacerdoti) lo interrogano sulla risurrezione dei morti. Gesù risponde loro in modo deciso, dandoci un importante insegnamento sulla vita presente e sull’aldilà. Il caso della vedova con molti mariti permette a Gesù di manifestare la sua fede: la resurrezione non è la continuazione dei rapporti terreni, ma una nuova dimensione, una pienezza iniziata e mai conclusa, che non annienta gli affetti ma li trasfigura.

C’erano dunque sette fratelli

I sadduccei inventarono la storia di una donna che seppellì sette mariti, fratelli l’uno dell’altro, e lei stessa morì senza figli. E chiesero a Gesù: “Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”. Caso inventato per mostrare che la fede nella resurrezione crea situazioni assurde.
Nella risposta di Gesù emerge l’indignazione di chi non sopporta la finzione. Gesù non sopporta l’ipocrisia dell’élite che manipola e ridicolizza la fede in Dio per legittimare e difendere i suoi propri interessi. La risposta contiene due parti: (1) voi non capite nulla della risurrezione: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio”  (2) voi non capite nulla di Dio: “Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui”. 
Anche oggi purtroppo i gruppi di potere imitano l’atteggiamento dei sadducei e preparano trabocchetti per impedire cambiamenti nel mondo e nella Chiesa
.

Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui

In questo Vangelo Gesù parla chiaramente della prospettiva di una vita eterna per noi, e io mi domando: Questa prospettiva, quanto mi tocca, quanto condiziona il mio quotidiano? E ancora: Riesco a crederci, o ci credo solo per i miei cari defunti? Mi coinvolge emotivamente di più l’avere in tasca un biglietto della lotteria che quasi sicuramente non mi farà vincere un bel niente o l’avere la possibilità di ricevere gratuitamente la vita eterna? Si arriva a pensare di non avere nessuna prova tangibile di questa prospettiva, se non qualche sensazione soggettiva, o qualche racconto  di santi. Ma la risurrezione di Gesù, documentata dai discepoli ci dà la ferma fiducia e certezza che la resurrezione dai morti non è solo speranza in una qualche vita oltre la morte che ci aiuti a sopportare lo scandalo e il rifiuto che abbiamo della morte stessa: Gesù stesso ci ha rivelato con la sua parola e la sua vita qual è il nostro destino finale. Noi crediamo, affermiamo la fede nella resurrezione della carne, perchè poniamo la nostra vita in Gesù, che è la resurrezione e la vita. Egli ci domanda ancora una volta: “credi tu questo”? (Gv 11,27).  Nella preghiera gli rispondiamo: Sì, Signore, credo, ma tu rafforza la mia fede.

Per meditare
  • Quali idee mi sono fatto a riguardo della vita dopo la morte?
  • ( per i coniugi) Come vivo il mio matrimonio?
  • Cosa significa per me oggi vivere per il Signore?

Preghiera

O Gesù, che tanto mi ami, Dio realmente nascosto e presente nell’Eucaristia, ascoltami!
La tua volontà sia anche la mia volontà. Concedimi di cercarla, di trovarla, di compierla.
Tu hai i tuoi disegni su di me: fammeli conoscere e dammi di seguirli sino alla salvezza definitiva della mia anima….
O Gesù, bontà suprema, ti chiedo un cuore fedele e generoso, che non vacilli né si abbassi mai;
un cuore indomito, pronto sempre a lottare in ogni tempesta;
un cuore libero, un cuore retto che non si smarrisca nelle vie tortuose. Amen!

(S.Tommaso d’Aquino)