Categories: Parola del Giorno

8 Novembre 2017 – Mercoledì – 31a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno :“chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

Vangelo del giorno: Lc 14,25-33          

Se così stanno le cose, chi può essere discepolo?
Sembra udirla la domanda dalla bocca
di quanti, posti innanzi a una condizione così forte,
vanno in cerca di ragioni per svignarsela.
Qualcuno, forse, potrà anche immaginare
che una proposta così alta non può essere per tutti,
ma per persone che hanno già fatto un buon cammino,
fino a comprendere ciò che è essenziale nella vita,
cominciando dagli affetti familiari prima di ogni altra cosa;
perché avere molte cose sarà utile,
ma senza l’amore dei propri cari non serve a nulla.
Eppure Gesù qui si rivolge ad “una folla numerosa”
che, forse proprio come noi, si sente rivoluzionare
ogni logica troppo umana e accomodata sugli affetti
e sui valori posti alla base di una vita
che sia piena e vera, dignitosa e sicura.
Ma è proprio qui che Gesù innesta la sua proposta
chiedendo a chi non si accontenta e davvero vuole seguirlo
di staccarsi dalle proprie rassicuranti convinzioni
e lo invita a lasciare tutto ciò che può avere di più caro
per rispondere ad una sequela specialissima
che impegna a fare i conti con un amore ancor più grande,
incorruttibile e concreto, che ha il potere di attirare
ogni uomo nel desiderio di essere colmato.

Dal Vangelo secondo Luca:

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».