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Visita pastorale/ Un popolo che riscopre propria identità attorno al Pastore

Seguendo il corso del fiume Liri, e oltrepassando Sora, giungiamo – alseguito del Vescovo – nella zona pastorale di Isola del Liri,seconda tappa di questa nostra avventura ecclesiale. Composta di un totale di 12 parrocchie dislocate in 4 Comuni, più due terzi di una, quella di Carnello, una frazione di circa 4000 abitanti divisi in tre comuni diversi, di cuisolo un terzo appartiene al Comune di Sora. Al loro servizio cisono ben dieci sacerdoti, la cui età va dai 44 anni di don Giuseppe Rizzo agli 80 di don Dante. Una popolazione che si aggira attorno ai trentamila abitanti, nella quale si avverte ancora forte la devozione dei padri alla Madonna, venerata in modo particolare con iltitolo di Madonna di Loreto. Qui la partecipazione è stata numericamente maggiore rispetto alla zona precedente, considerato che maggiore è stato il tempo per la preparazione, ma soprattutto il fatto che la popolazione è più del doppio, concentrata in grossi agglomerati anziché dispersa nei vari paesi. Qualitativamente, però, l’entusiasmo di coloro che hanno partecipato è stato lo stesso. Chi le ha vissute entrambi – da noisollecitato a concentrare il pensiero in tre parole – ha detto che la gente ha accolto la visita “benevolmente, festosamente e cristianamente”. Qui la visita pastorale è iniziata nel pomeriggio della prima domenica del nuovo anno, con una “stazio” nella chiesa di Sant’Antonio in Isola del Liri e un “pellegrinaggio” verso la chiesa parrocchiale, situata nel cuore del centro storico, per l’apertura della“porta santa”. Un momento solenne e commovente: né il freddo pungente, né il vento sferzante sono riusciti a smorzare l’entusiasmo delle Confraternite, Associazioni, Gruppi e Movimenti che insieme a tanti fedeli di Arpino, Carnello, Castelliri, Fontana Liri, Isola del Liri e Santopadre si sono incamminati con il Vescovo e i loro parroci dalla Chiesa di Sant’Antonio verso quella di San Lorenzo, al canto delle Litanie. Anche per questa zona abbiamo preferito“introdurre”ciò che riguarda la visita del Pastore con un contributo storicoculturale che ci aiuta a conoscere meglio la zona, mentre, dalle cronache e dalle testimonianze ricevute, accogliamo con gratitudine la spinta e l’incoraggiamento a vivere la propria vocazione battesimale per costruire una Chiesa popolo di Dio in cammino, in comunione con il Pastore e con tutti i fratelli e sorelle chiamati ad essere nel mondo testimonianza viva del Cristo risorto.