Categories: Parola del Giorno

25 settembre 2015 – Venerdì – 25a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno :“Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare”

Vangelo del giorno: Lc 9,18-22 

È naturale che, data l’importanza della domanda,
l’attenzione vada direttamente
al dialogo di Gesù con i suoi discepoli
e con facilità si sorvoli o si trascuri
il luogo in cui si trovano.
L’evangelista però è molto più attento
e ce lo dice senza che ce ne sia la richiesta.
Ma che importanza ha? – verrebbe da domandarsi –
Che Gesù si trovasse in un luogo solitario a pregare?
Sembra cosa da nulla e invece è importantissimo.
Quando si prega il Padre con amore e nel silenzio
si stabilisce con lui un rapporto che va oltre le parole;
anche tra la folla ci si può ritrova in solitudine,
ma questa, se è vera ed è profonda,
diventa la ricarica della comunione piena
che il Padre gratuitamente ci regala
senza chiederci nulla in cambio.
Proviamo e scopriremo che il silenzio e la preghiera
sono la ricarica costante della vita.

parola di oggi per chi non ha il testo a portata di mano:

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». 
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».