Categories: Peregrinatio Mariae

20-27 febbraio: a San Giovanni Vecchio e San Giovanni Nuovo

Verrò quando fiorirà il rosmarino … non è la promessa data da una visione, né l’inizio di una favola..  È quello che nasce nel cuore quando si vede il rosmarino fiorito al passaggio del singolare corteo di macchine che sfila, con la jeep “di Maria” in testa, fra uliveti di montagna, ginestre e montagne a distesa, fra gli alberi e i cespugli di questa valle ancora immersa nel freddo delle cime innevate d’intorno, mentre si va da san Giovanni Nuovo a San Giovanni Vecchio,  frazioni del comune di San Vincenzo Valle Roveto.

A San Giovanni Nuovo  la statua della Madonna del Monte è attesa e festeggiata. Non importa il numero – poche decine di persone, ma tante in proporzione al numero degli abitanti- ciò che vale è la gioia, con le stesse sequenze, ripetute come un cerimoniale di corte:  gli alpini che portano in spalla la statua, i canti, la processione, i fuochi d’artificio, i battimani, la preghiera, la celebrazione eucaristica…

A San Giovanni Vecchio, le case di pietra e il borgo arroccato nascondono il tesoro del corpo e della santità di san Diodato, dentro una chiesa molto curata da persone che vivono la fede in modo profondo e semplice, con una solennità che mostra quanto la presenza di questo abate di Montecassino, il cui corpo è gelosamente custodito in questa chiesa, abbia lasciato la traccia di una presenza orante e viva.

Tanti momenti di preghiera, celebrazioni eucaristiche, catechesi, veri momenti di grazia, vissuti in un clima di famiglia e di preghiera.

Al via di questa settimana c’è la celebrazione dell’Eucarestia, il pomeriggio del giorno 13, celebrata da don Alberto. Riascoltiamo l’eco delle sue parole, per immergerci per qualche momento nell’atmosfera che si respira in questi luoghi, accarezzati dal passaggio della grazia.

“C’è un clima di famiglia in questa che è una delle più piccole comunità della Valle Roveto. Quando la statua della Madonna parte da una parrocchia si sente come un senso di vuoto, così mi hanno detto. Ma sappiamo che lei non lascia il vuoto, perché porta la pienezza, se trova in noi cuori accoglienti, cuori che portano dentro il desiderio di non avvertire mai il vuoto di Dio. Solo se la presenza di Dio manca, allora c’è il vuoto. L’uomo cerca  di riempire la vita con tante cose, ma tutto passa, e lascia un vuoto ancora maggiore… Solo se il cuore è riempito da Dio ha la sua pienezza. Ce lo ricorda sant’Agostino il quale, dopo aver tanto cercato a destra e a manca, troverà la pace solo  quanto scoprirà il Signore. Nel suo libro delle Confessioni scriverà: “Ci hai fatto per te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”.

La Madonna non  viene per farci avvertire il vuoto, ma viene per farci vedere che la sua vita è stata riempita da Dio e donarci suo Figlio. Ci mostra come “ri-centrare” la vita in Dio, come aprire il cuore all’esperienza di Dio.

Il nostro Vescovo stesso a Civitella, dando inizio alla Peregrinatio ha ricordato che Maria viene a dirci: “Fate quello che Gesù vi dirà”. I servi hanno fatto quello che  Gesù ha chiesto e hanno ottenuto il miracolo del vino nuovo. Questa è la molla rivoluzionaria del nostro essere. Che cosa mancava quella volta alla festa di nozze? Il vino. Gesù stesso è il vino nuovo. Gesù non dice: ecco il vino, portatelo al maestro di tavola… Gesù dice invece: riempite di acqua le giare… attingete e portatene al maestro di tavola. I servi dicono qualcosa? Avrebbero potuto dire: ma che dici, Gesù, c’è già tanta acqua, è il vino che manca… No, i servi non parlano, fanno quello che Gesù dice. Così hanno fatto i primi cristiani. Il mondo non era migliore di quello di oggi… i primi cristiani hanno fatto quello che Gesù ha chiesto, e hanno cambiato la storia. Questo succede anche oggi: quanti cristiani silenziosamente, nascostamente hanno pagato nella loro vita, hanno messo le loro prospettive umane a servizio di Gesù.

Il mondo oggi non ha bisogno di cose in più, c’è forse anche troppo, ma di quello che manca. Ma che cosa manca? Chi? Dio! Vedete, non abbiamo il coraggio di dirlo neanche a noi stessi. Ecco Maria che ci dice: sono venuta per darvi Dio!

Si sente dire che tanta gente è distratta, che i giovani sono distratti, ma forse anche noi non ci crediamo tanto. So per esperienza che i giovani riescono a fare quello che vedono fare. Quei giovani che hanno avuto occasione di vedere i genitori come testimoni, non ciò che hanno sentito dire, ma quello che hanno visto fare, dopo tanto tempo, vi ritornano con il pensiero, e diventa un aggancio per una nuova speranza. Ce ne sono di quelli che tornano alla fede proprio grazie a ciò che i genitori hanno seminato in loro, soprattutto con l’esempio, quando erano piccoli.

La Madonna torna fra noi per dirci: prima delle cose della terra, i nostri figli devono imparare a capire Dio, che significa seguire Dio. Siate santi – ci dice il Signore nella liturgia di oggi – perché Io sono santo. Io sono il Signore, io ti amo, ti ho amato. Questo il popolo deve imparare. Alcune domeniche fa abbiamo ascoltato il vangelo delle beatitudini. La Madonna ci ricorda: vi precedo, vi accompagno, perché vi voglio portare già oggi, non alla fine del mondo, al monte di Dio, il monte più alto che è laddove l’uomo abita con Dio.

Gesù è salito sul monte della croce, della sofferenza: il monte più elevato, il luogo più alto per dire che non c’è un amore più grande, il monte più alto dell’amore che ci ha salvato. Gesù lo aveva detto: quando sarò elevato da terra – nel punto più alto da dove l’amore si capisce veramente – attirerò tutti a me.

Noi vogliamo oggi essere quei cristiani che accolgono la Parola, che imparano ad amare e a  perdonare come Dio ci chiede. Se noi infatti perdoniamo chi se lo merita e non gli altri…, sappiamo che Gesù ha detto: i pagani fanno già così!

Certo, non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo… se siamo cento, come possiamo pensare di cambiare tutti?  Vogliamo davvero cambiare? Se ognuno pensasse a cambiare se stesso, cominciando a pensare che non siamo migliori degli altri, qualcosa cambierebbe per davvero. Quando stiamo male di salute andiamo dal medico, che ci consiglia delle medicine, e per stare meglio accettiamo di provare… e sul piano spirituale, perché non ascoltare il consiglio del Medico dell’anima, perché non provare? Anche se è difficile, affidiamo tutto questo alla Madonna, e vediamo quello che Lei farà nel nostro cuore!”

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