Categories: Peregrinatio Mariae

Civitella Roveto, 29 maggio – 8 luglio 2011

Una quaresima… mariana!

Chi guida un’ esperienza comune in genere ha il dono di trasmettere in modo semplice le indicazioni per il cammino di tutti…
Raccogliendo l’eco dell’ultimo passaggio della Madonna del Monte Viglio a Civitella Roveto si avverte che l’idea della quaresima mariana –lanciata da don Alberto, durante la splendida accoglienza che il paese ha riservato all’iniziativa della Peregrinatio- è un’idea di quelle che camminano da sole nei cuori.
“ho contato mentre venivo per strada: da oggi, fino alla partenza per il Monte Viglio sono quaranta giorni. Quaranta giorni la Madonna sarà qui, quaranta giorni, ci fa pensare ad una quaresima… Quaresima che cos’è? la quaresima è quaranta giorni, ed è un momento di grazia, un momento di rapporto con Dio, pensiamolo così, soprattutto cerchiamo di viverlo così questo momento, questi quaranta giorni. Ci sono tante iniziative, alcune che coinvolgono tutte le parrocchie della valle, c’è alla vigilia della partenza l’intera giornata di preghiera – come giornata di Maria – e cercheremo di viverla alla grande, facendoci piccoli davanti a lei, inginocchiandoci davanti a Gesù e mettendoci in ascolto della sua Parola.
Viviamo questo tempo come un dono di Dio, perché anche questo è grazia, una quaresima, cioè, quaranta giorni in sintonia con Gesù. E che cosa significa questo per noi? Significa cambiare. La quaresima ci aiuta a fare il nostro cambiamento di conversione. Ecco, per noi questo periodo è la nostra quaresima mariana!”
L’invito è dunque a guardare questa esperienza della Peregrinatio non come un cammino che si conclude, ma come un trampolino di lancio, una palestra dove ci siamo allenati per imparare a camminare ogni giorno lungo i sentieri di gioia che la Madonna ha tracciato per noi. Come una tappa che è inizio di un cammino che noi dobbiamo  fare e possiamo fare, soprattutto se intendiamo farlo per la via della piccolezza, sulle orme di Maria. Lei, la veramente grande, che si è fatta la più piccola dei piccoli, lei, la veramente grande, ha detto a Dio: eccomi, io sono la schiava del Signore, io sono la serva del Signore. Maria ha scelto la via della piccolezza.
Raccogliamo perciò l’invito che dal sagrato della chiesa di san Giovanni Battista ci è rivolto da don Alberto: “Se vogliamo Maria come nostra madre, maestra, modello, dobbiamo scendere un po’ dal nostro piedistallo e metterci come lei, a contatto con la terra, a contatto col niente, e dobbiamo noi farci piccoli, bambini, più piccoli possibile. Questo siamo davanti a Dio, questo dobbiamo recuperare seguendo Maria in questo cammino della Peregrinatio. Farci come lei, piccoli, poveri, di quella povertà che ci mette a contatto con Dio che è la nostra ricchezza e la nostra forza, per lasciarci nutrire da lui.
Tutto per che cosa? Per dare gloria a Dio. E lo ha chiesto Gesù, lo ha chiesto anche ai suoi, quando ha detto che operando secondo il disegno di Dio, guidati dallo Spirito –ed è ciò che Maria ha fatto- tutti avrebbero dovuto dare gloria a Dio. …Perché coloro che vedono le vostre opere diano gloria al Padre vostro che sta nei cieli: lo ha detto ai discepoli di allora, lo dice a noi oggi, che intendiamo -con Maria e guidati da lei- rimetterci nuovamente in cammino.
Ascoltiamo la Parola di Dio con il desiderio di incarnarla meglio di come avevamo fatto precedentemente. Ecco,  questo vorremmo farlo anche ora: vivere questi quaranta giorni come una quaresima in cui –aiutati da Maria, in modo che sul filo del suo esempio entriamo in sintonia con Dio- ci apriamo, apriamo il nostro cuore, ci sentiamo piccoli, ci sentiamo bisognosi dell’amore di Dio e della sua Parola che ci nutre, perché è Parola che ci riempie di gioia! Quaranta giorni in cui desideriamo camminare verso una pasqua che non è semplicemente il passaggio per portare la Madonnina fino su al Monte Viglio, ma è il nostro impegno a prepararci per quel passaggio che il Signore ci dà, per quella pasqua alla quale il Signore ci chiama e vuole che noi facciamo, che è la pasqua dall’egoismo al dono di noi stessi, dalla chiusura all’apertura del cuore, dall’odio all’amore, dalla vendetta al perdono.
Tante piccole indicazioni abbiamo da Maria per capire che questo passaggio possiamo farlo, che questa pasqua noi non solo possiamo, ma dobbiamo fare, se vogliamo prepararci all’ultimo passaggio, alla pasqua definitiva, quella che ci porta direttamente da questa terra al Cielo, insieme con lei, in Paradiso: quella sarà la gioia piena, che potremo gustare in pienezza, se guidati da lei avremo fatto passo passo il cammino, un cammino di fede, un cammino di speranza, un cammino di amore, un cammino di vita che mette da parte il nostro orgoglio, la nostra presunzione, un cammino che si riprende da capo ogni giorno di questi giorni per dire: voglio vivere come te, o Maria, voglio imparare da te, per quello che posso, ma voglio mettercela tutta, perché tutto quello che posso fare, lo voglio fare.
Possiamo prenderlo come proposito di tutti, adesso, davanti a Maria? Ci stiamo, lo vogliamo? Glielo vogliamo dire? E così sia.”

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