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9 aprile 2017 – Domenica delle Palme – A

Parola del giorno :“Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo”

Vangelo del giorno: Mt 26,14-27,66        

Quanta amarezza, Gesù, lasciano trasparire
queste tue parole cariche di pianto trattenuto:
invisibile dolore ruminato nel silenzio e nell’angoscia
perché diventi nutrimento della fede
e della speranza degli amici – già discepoli –
di allora e di sempre.
La cena è terminata, i gesti e le parole,
tutti li hai offerti, sigillo di un amore che non ha misura.
Il pane lo hai spezzato; ed anche il vino
l’hai fatto circolare tra di loro,
anticipo del corpo tuo donato e del tuo sangue
di lì a qualche ora versato sulla croce.
Fedele al memoriale della pasqua antica
il rito l’hai concluso con il grande Hallel.
Ed ora i tuoi, che tu chiami amici,
ti seguono nell’orto del Getsemani.
Sei solo. Lo senti che la loro mente è altrove:
non è servito svelare il tradimento; nessuno ti ha capito:
neppure Giuda, tradito anche lui!
Davanti a te intravedi il buio della notte:
la notte dello scandalo, che è piena di paura.
Per te, ma anche per loro.
Tu vedi già le pecore disperse, perché il pastore
non è più tra di loro.
Di più non puoi esplicitare, ma ti fa male
pensare che lo scandalo sei tu.
E l’agonia già ti stringe il cuore.

parola di oggi per chi non ha il testo a portata di mano:

Quanto volete darmi perché io ve lo consegni? 
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù,e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 
Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.