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16 aprile 2014 - Mercoledì Santo

Parola del giorno :“...sono forse io, Signore?"

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Oasi Mariana Betania

Il matrimonio cristiano: una buona notizia per il mondo d'oggi

Itinerario di spiritualità coniugale aperto a tutti presso l’Oasi Mariana Betania - Alvito

La famiglia al centro: è l’attenzione che l’associazione Oasi Mariana Betania vuole testimoniare con la proposta di incontri  specifici sul matrimonio cristiano.
Il primo in programma per l’anno 2013-2014 si è tenuto il 15 dicembre scorso presso la sede di Alvito con il tema “Il Matrimonio cristiano: una buona notizia per il mondo di oggi”,  un argomento che merita particolare attenzione soprattutto in un contesto storico come quello che stiamo vivendo,  in cui si tende ad offuscare il vero significato di matrimonio e famiglia.
L’incontro è stato guidato dal dottor Pasqualino Riccardi, esperto in dinamiche familiari e di coppia, che con la sua spigliatezza e semplicità nel linguaggio  è riuscito a trasmettere i contenuti essenziali in merito al tema trattato.
“Voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito”: è la sintesi tratta dai versetti 15-33 del capitolo 5 della Lettera agli Efesini, che sono stati oggetto di meditazione e riflessione sia in chiave spirituale che psicologica.
Riccardi ha focalizzato l’attenzione sulle relazioni sane che producono benessere in famiglia, precisando che le figure genitoriali sono per i loro figli dei modelli di riferimento, ma per essere tali  anch’essi  hanno bisogno  di un punto di riferimento più alto che è la fede. E’nella nostra perseveranza e coerenza nella fede che si basano i principi educativi. 
Alla relazione di Riccardi ha fatto seguito la condivisione dei partecipanti; è emersa in particolar modo la difficoltà a vivere uno stile di famiglia cristiana nella vita quotidiana di ogni giorno.
Spesso infatti risentiamo di una educazione culturale che ci ha portati a separare la fede dalla vita vissuta nella pratica.  Per noi famiglie cristiane, ha concluso Riccardi, portare la buona novella è fare una rivoluzione cristiana,  e per far questo è necessario andare controcorrente.
L’incontro, vissuto in un clima di famiglia e di serenità, ha impegnato il pomeriggio della domenica, coinvolgendo le famiglie presenti nel loro complesso: i figli infatti – mentre i genitori approfondivano il loro tema - hanno usufruito di un’allegra animazione prevista per loro da alcuni membri dell’Oasi.
I prossimi incontri dell’itinerario per famiglie si terranno sempre presso la sede dell’Oasi ad Alvito il 16 marzo e il 15 giugno, con inizio alle ore 15,30 e conclusione alle 18,30. Verranno proposti in questi eventi contenuti pratici ed esperienziali relativi al matrimonio cristiano.

Gli incontri sono aperti a tutte le famiglie che sono interessate ad approfondire la propria vita di fede e di amore. Per informazioni ulteriori, ecco i vari contatti: Oasi Mariana Betania, Via Colle Pizzuto, 26 – tel. 0776/510961; sito web: www.oasibetania.it; email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Antonina Petitta –  Associazione Oasi Mariana Betania

 

 
  
La parola al carcere
Iniziativa dell’Oasi Mariana Betania al carcere di Cassino

A Cassino il 5 dicembre, incontro singolare tra chi è incarcerato nella libertà e chi volontariamente si è fatto prigioniero della Parola di Dio. Un’iniziativa che parte da don Alberto Mariani, fondatore dell’associazione Oasi Mariana Betania, con la presenza preziosa del nostro vescovo, mons. Gerardo Antonazzo, dell’Amministratore diocesano di Cassino, Don Augusto Ricci e il coinvolgimento di alcuni membri dell’Oasi, di amici e artisti, tutti accomunati dal desiderio di trasmettere e consegnare ai detenuti della casa circondariale di Cassino il terzo volume (il quarto è in stampa in questi giorni) che raccoglie le brevi e intense meditazioni di don Alberto di un intero un anno in compagnia della Parola di Dio.
Negli anni passati ai detenuti era arrivato in dono per Natale il calendario edito dall’Oasi, che ha la particolarità di segnalare quotidianamente una frase del Vangelo tratta dalla liturgia di ogni giorno, ma ora si aggiunge un testo completo, un libro agile, semplice, adatto per riflettere, sentirsi meno soli e accompagnati dal Vangelo ogni giorno dell’anno.
Per questa originale presentazione/consegna del volume Dio, appuntamento quotidiano, volume 3, don Alberto - su suggerimento del cappellano don Luigi D’Elia - ha organizzato una sorta di “meditazione musicale”, aspettando il Natale come dono di salvezza, per un momento di riflessione e di amicizia in preparazione al Natale. Quando gli chiedi com’è andata dice quasi come a se stesso: “…è stato un bellissimo momento di amicizia e di evangelizzazione, una proposta di annuncio della Parola, da replicare anche altrove, uno schema possibile…”
Per l’occasione si sono messi insieme diversi artisti con strumenti musicali (armonium, zampogna, ciaramella, armonica a bocca, violoncello), un piccolo team  di presenze qualificate per passione e professionalità, che hanno dato voce ad alcune pagine del libro, dato vita a spazi musicali, in un dialogo reso possibile nonostante i numerosi controlli, le infinite raccomandazioni, quasi in un clima di famiglia…
È davvero difficile dire che cosa si è vissuto: cancelli e cancelli, tanto dolore, tanti corridoi e chiavi e ancora cancelli… e poi un ordine: non parlare personalmente con nessuno, non rilasciare autografi per esteso, potrebbe essere contraffatta la firma per utilizzarla… quante contraddizioni attraversano l’anima… abbiamo vivo il ricordo di quando vediamo gente che fa disastri e diciamo: ma che vadano in galera! E poi ci vai in galera e vedi, e finisci per dire, come Papa Francesco: perché lui è dentro e io no? Io che merito ho più di lui per non stare lì? Forse ho solo avuto meno occasioni…
Avete voglia di entrare nell’atmosfera dell’incontro? Socchiudete gli occhi, immaginatevi il suono della nenia natalizia che preferite, stile “Tu scendi dalle stelle” o “Quando nascette o Ninno a Betlemme” e leggete con calma, quasi sussurrando al cuore, per esempio il commento che don Alberto scrive il 28 maggio:

Se il mondo vi odia,
sappiate che prima di voi ha odiato me
(Gv 15,18)

L’odio con l’amore non attacca
e non dovrebbe esistere.
Invece anche di esso, checché si possa dire,
è pieno il mondo, purtroppo, ancora oggi
e qualche volta sembra prevalere.
O almeno questo è quello che si vede,
perché se l’odio, come il male, fa rumore,
l’amore è silenzioso, ma alla distanza
produce con pazienza assai di più
di quello che, a sua volta,
l’odio è capace di distruggere.
La sorte dei discepoli, a detta di Gesù,
non può essere diversa
da quella riservata a lui
che è stato odiato
per il troppo amore.

Ascoltando le testimonianze di alcuni amici presenti, abbiamo raccolto un messaggio utile a non lasciarci rubare la speranza, neppure in un luogo come questo.

 “Guardi quei volti e ti sembra di conoscerli da sempre, pensi a quello che hanno vissuto, sei consapevole che è tanto difficile aiutarli, dal punto di vista pratico, perché sono necessarie tante risorse per riuscire a farcela”: Giuseppina Bellisario -da Sora–  è un membro dell’Oasi che da tanti anni lavora come assistente sociale nel campo delle tossicodipendenze, dell’emarginazione, delle devianze mentali. Ha fatto da filo conduttore dei brani letti, gli stacchi musicali, gli interventi. È pensosa e ricorda in un flash le persone incontrate nella casa circondariale di Frosinone, quando faceva da mediazione per consentire ad alcuni detenuti tossicodipendenti di inserirsi in comunità di recupero.  “Sembro insensibile, non ho pianto neppure nel momento più commovente, quando uno di loro, intervenendo durante l’incontro, ha affermato: ‘Abbiamo sbagliato e adesso paghiamo per quello che abbiamo fatto’. Ho pensato: magari fossero tutti così consapevoli! Il difficile sta proprio nel raggiungere questo grado di consapevolezza, che ti permette di risalire.  Ma in ogni caso momenti come questi sono pur sempre risposta ad un bisogno di spiritualità che emerge anche in questa situazione, quando per esempio uno di loro ha chiesto: ‘Vogliamo la benedizione!’. Questo è il segno della ricerca di tanti: non basta la pena, bisogna restituire dignità e risorse, per ricominciare in modo diverso. Questo momento che abbiamo voluto con loro è solo una goccia nel deserto, ma comunque una esperienza forte, bella, che ha voluto far sentire queste persone fratelli nostri. Sì, ci vogliono tante risorse, si stanno facendo alcune iniziative, per esempio Michele (l’organista di Montecassino n.d.r.) insegna loro a  suonare… da una goccia tante gocce e… comincia a piovere nel deserto!

Alberto Gulia, - il grafico che ha curato il libro e ha contribuito concretamente per le 300 copie donate al carcere - si è commosso quando - al termine del momento di annuncio e di fraternità – è stato intonato il Padre nostro, pregato con grande convinzione da tutti: persone così diverse per condizione, storia personale, credo religioso. “Ho avuto la sorpresa di trovarmi davanti a tante persone giovani - dice Alberto - e alcune le conoscevo persino. Ho capito che c’è anche chi sta lì per reati lievi. Mi ha colpito il racconto di don Luigi, cappellano del carcere che descriveva la storia di uno di loro, che sta scontando una pena di alcuni mesi di carcere, perché non si è presentato in Tribunale a chiarire il fatto di non aver mandato l’assegno di mantenimento a suo figlio, che nel frattempo aveva deciso di non abitare più con la madre, ma con il nonno… ho vissuto una dimensione diversa, perché ho visto persone che hanno vissuto nel marcio, ma che hanno anche lati positivi”.

Una delle persone del gruppo arriva a dire: “Ho pensato all’Apocalisse, e chissà, il segno sulla fronte degli eletti magari è la S di sieropositivo… e chi come noi ha la presunzione di essere nel giusto, di essere stato scelto da Dio per una missione speciale, alla fine si troverà in fondo alla fila…”

Dionisio Paglia, che con la sua voce calda e serena ha dato un timbro speciale ad alcune pagine del libro di don Alberto, sottolinea l’apprensione vissuta alla sua prima esperienza in carcere, dice di aver vissuto un momento in cui gli sembrava di non poter più uscire, dopo tutti i cancelli richiusi alle sue spalle. Poi racconta i vari passaggi dell’incontro, concludendo con la battuta di un detenuto il quale sottolineando la presenza dell’amministratore apostolico della diocesi di Montecassino e del vescovo di Sora ha detto: “Sora-Cassino, un bel derby, mi dispiace per voi, ma io tifo per Cassino!”.

Diversi di loro alla fine hanno ringraziato spontaneamente, esprimendo la loro felicità per aver passato due ore di serenità, in cui si percepisce che il messaggio è passato: siamo deboli e fragile, tutti siamo in cammino, ma restiamo persone per le quali anche semplici gesti come questo ravvivano la certezza che la speranza è possibile e può essere donata o ravvivata anche con piccoli gesti!

 

Raccolto da sr. Antonella Piccirilli

 

I giovani e il Vescovo. Insieme

Giornata diocesana con più di 200 giovani al palasport di Broccostella il 3 novembre

Raccolgo i flash (non solo mob!) che su facebook ho potuto trovare, e un po' di foto, così... se ne avete voglia, potete commentare anche voi!
non so come si può condividere il video del flashmob qui, ma se volete vederlo, andata sul profilo fb di Claudia.
per le foto basta andare alla Galleria fotografica, c'è l'album dedicato all'evento!
ciao a tutti

sr. Antonella

Grazie a tutti... il vostro entusiasmo oggi mi ha fatto vibrare il cuore...!!! Come ha detto il vescovo oggi, le porte del cenacolo sono aperte: ora bisogna andare in missione..! Grazie ancora!

Claudia

Al termine della giornata un flashmob della jmj di Rio ci ha coinvolti tutti. Claudia ha anche condiviso il video di Spartak Halilaj e ci lascia il suo commento:

Ahahahahhaahahaha che esperienza ragazzi!!!! non avevo mai partecipato a un flashmob!!!!!!
 hahahahahahahhaha ragazzi siamo troooooooooppo bravi!!!!! Un flashmob così non s'è mai visto (chissà perchè..!!!) Cmq un particolare applauso va a Marco Conte per non aver beccato nemmeno un passo ed aver disturbato il povero Mattia Capobianco durante tutta l'esecuzione!!!!!

TUTTI VOI A BALLARE CON ME, UNA GRANDE GIORNATA , GRANDI PERSONE , GRANDI BALLERINI, SIETE VOI I VERI MAESTRI, OGGI MI AVETE INSEGNATO TANTO!!! HO CARICATO DUE VIDEO MA UN SOLO FLASHMOB, L'UNICO - ORIGINALE FLASHMOB DIOCESANO, IL PRIMO IN ITALIA!!! ERAVAMO TANTISSIMI, GRAZIE A TUTTI, AL VESCOVO, e tutti gli altri numerosissimi, Buona Visione Ragazzi e Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee (Spartak)

 

QUINDICESIMO CONVEGNO MARIANO - 2013

"Maria Rifugio dei Peccatori"

Restituire alla Madonna il “suo” giorno fra la gente: è l’intento del Convegno mariano-popolare.

Maria rifugio dei peccatori

Il Convegno Maria, Rifugio dei peccatori si è svolto nella sua prima fase nel pomeriggio del 15 agosto. Abbiamo trascorso insieme un “ferragosto mariano”, trasformato in lode all’Assunta, attraverso la celebrazione dei Vespri, il canto dedicato a Maria, Rifugio dei peccatori, la contemplazione dell’icona preparata per l’occasione, la riflessione offerta da don Alberto.

Il carattere popolare del convegno è dato dal fatto che dopo questa prima fase di “lancio del tema”, la riflessione e la testimonianza passano nella mente, nel cuore e nella vita delle persone: tutti siamo infatti invitati a riflettere personalmente sul tema di Maria, rifugio dei peccatori. Le riflessioni di molti- raccolte dalla comunità dell’Oasi e accompagnate da alcune testimonianze- sono state le protagoniste del secondo appuntamento, durante il pomeriggio di domenica 1 settembre, momento nel quale ci siamo soffermati insieme per riflettere, pregare, cantare e lodare la Madonna, sotto lo speciale titolo di rifugio dei peccatori.

L’amore adorna Maria di tutti i nomi: è la Madonna dagli infiniti appellativi. Di fronte all’esperienza che un amore non illuminato corre il rischio di esagerare e non sempre esprime degnamente le vere e proprie grandezze, resta fermo il principio che  il mistero mariano non può essere considerato in sé e per sé; una sua autentica comprensione è possibile solo se messo in relazione col mistero di Cristo e della Chiesa.

Queste le piste su cui ciascuno ha riflettuto e pregato in preparazione al Convegno di quest’anno:

1. Perché Maria è rifugio dei peccatori: Il mistero mariano nella sua verità salvifica
“Con amore di madre ella coopera alla rigenerazione e formazione dei figli” (LG 63)
“Nella sua misericordia, Dio l’ha preservata dal peccato: non sarebbe diventata l’Immacolata  senza questa attenzione divina. Così ora esprime la sua gratitudine verso Dio offrendosi agli uomini come refugium peccatorum, rifugio dei peccatori” (E. Schillebeeckx, Maria, Madre della Redenzione).

  • Il peccato e  le sue conseguenze.  (Ferisce la natura umana e attenta alla solidarietà, CCC 1849. Distrugge in noi la carità)
  • Maria creatura amata e salvata da Dio nasce senza peccato in una storia umana  segnata dal peccato ( Maria e il peccato)
  • Maria, figlia della misericordia e  madre della misericordia collabora con Cristo perché il mondo sia liberato dal male. (Maria coopera alla redenzione)
  • Nella maternità di Maria la maternità della Chiesa. (entrambe grembo che genera alla vita nuova)

2.  Il mistero della “ mediazione” e dell’intercessione materna di Maria percepito e vissuto  dal popolo di Dio

La realtà che soggiace all’onnipotente intercessione di Maria è un mistero che si radica nel mistero di Cristo. Ma c’è una considerazione semplice da fare: ciò che ella rappresenta per ciascuno di noi gli altri non possono rendersene conto perché sfugge all’altrui comprensione. Qui si entra nell’ineffabile, nello spazio intimo dove vive la relazione unica che intercorre tra madre e figlio. Maria è madre di quelli che vivono al più alto livello mistico, ma è anche, e in modo del tutto speciale, madre dei peccatori. Lo sguardo angoscioso che il peccatore getta verso Maria lo libera dal male. Ella è avvocata nostra, colei che ci difende e che noi chiamiamo in soccorso nei pericoli.

  • Relazione affettivo-materna di tenerezza, di commozione, di compassione, di sollecitudine, di grazia. (La maternità di Maria e i peccatori. Maternità accogliente e non giudicante. Avvocata di grazia. Madre di  misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra).
  • Il santuario mariano approdo di perdono e di speranza (eventuali testimonianze).

Scarica la brochure del convegno in formato pdfFoto del 15 agosto - Foto 1 settembre

 


 

I giovani in Campo all'Oasi 2013: qualche testimonianza

Il Campo si è svolto all'Oasi dal 5 all’8 agosto 2013

 

Molte cose sono da conservare dentro di me alla fine di questo campo: da "quelli birri" a "bella de te", dalle sorprese di Tribolo alle  scalate eroiche con Paolo, dalle partite a pallone con i giovanissimi alle risate con don Alberto, ecc...

ma non sono solo i momenti divertenti ad essere entrati nel cuore: in questo campo ho rinforzato una parte di me che non vorrei mai indebolire, ovvero il dedicarsi totalmente agli altri, condividendo questi bellissimi momenti con ragazzi che ora penso di definire cari amici. (Mattia)

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Sì grazie a Dio ogni campo, che si viva da giovanissima, giovane o responsabile, lascia sempre il segno!!

Grazie a tutti i ragazzi del campo Oasi 2013, giovani e giovanissimi... Ho imparato tanto da TUTTI voi..!!!! (Claudia)

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"Metti fede, metti speranza, metti amore".  IN...TENDIAMOCI CON DIO, il segreto è tutto qua!!! Bellissima e forte esperienza di fede e di condivisione....grazie a tutti! *-* (Luisa)

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mi sveglio la mattina cantando... "Tu sei grandissimo, Dio, tu sei grandissimo ed io: poverella ella ella ella ella!!!!!!!!!"    "o o o oooooo...... il Signore è la luce...."
Ragà, vi siete proprio accomodati dentro la tenda della mia vita con Dio!!!!!!!!!!!!!    (sr. Antonella)


Amici miei come dice Luisa intendiamoci con Gesù, questa tenda però non guardiamola come una struttura creata da mano d' uomo bensì fatta di uomini, così che questa tenda non abbia mai confini né limiti, ma sia sempre pronta ad accogliere nell’amore di Dio sempre un nuovo fratello e sarà grazie a questo amore a trasfigurare in noi il Padre celeste perché Dio è amore quindi se c'è amore c'è Dio che ci trasfigura, perciò amici amate incondizionatamente e sarà cosi che vivremo in Dio (Alessandro)

 

"SIGNORE COSTRUIAMO TRE TENDE" dissero gli apostoli sul monte della trasfigurazione, ma poi dovettero scendere, fortificati per affrontare il loro, ma che poi diventa il nostro cammino di missione.
E' stato il mio primo campo giovani all'Oasi Mariana Betania ad Alvito e ciò che ho vissuto in quei pochi ma intensi giorni di piena condivisione, riflessione e fraternità mi ha aiutato a scavare più a fondo in me stessa avvicinandomi a comprendere meglio chi sia Gesù per me e chi sia io per Gesù. La forte speranza che rimane e che deve rimanere sempre accesa in ognuno di noi, soprattutto una volta scesi dal “monte”, è che questa bellissima e forte esperienza di fede si trasformi in atti concreti volti a "TRASFIGURARE" il quotidiano in un’abbagliante luce che vada ad illuminare il cammino dei nostri fratelli verso Dio.
Ringrazio Dio per il dono che mi ha fatto nel mettermi accanto persone stupende, da ciascuno di loro ho potuto attingere qualcosa di prezioso che ha sicuramente rafforzato la mia fede. E ora siamo chiamati da Dio, come ci ricorda bene Papa Francesco: "Andate e fatevi discepoli di Cristo", così possiamo ripetere ogni giorno quel Sì a Lui come fedeli amici e coraggiosi testimoni non dimenticandoci mai della dolce e amorevole protezione della nostra Mamma Celeste(LUISA)

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Il campo giovani dell'Oasi e stata un'occasione per interrogare ancora una volta la nostra vita con la domanda "E voi chi dite che io sia?"

Non un profeta non un buon predicatore non un operatore di pace, non è questo Gesù per noi ma Lui è, come dice Pietro, "il Cristo, il Figlio del Dio vivente": la Bellezza scesa sulla terra, la felicità fatta carne, la pienezza resa accessibile ad ognuno di noi, l'atteso dal nostro cuore.

Personalmente ho verificato questo attraverso una semplice ma autentica esperienza di pienezza vissuta in questi giorni al campo scuola. Tra lavoro e preghiera, impegno e riposo, con i sacramenti, le catechesi, la comunione con gli altri, ho riscoperto ancora una volta la novità di Cristo nella mia vita. Solo la sua Presenza contemporanea oggi come duemila anni fa lo fu per i discepoli, la sua incarnazione, nei volti e nelle braccia delle persone che ci sono state testimoni e compagne nel cammino di questi giorni, può saziare davvero il nostro cuore e riempirci così.

È bello stare con te Signore, è stato bello stare qui al campo, potremmo dire.

Ora, finito il campo, si scende dal Tabor per tornare nel mondo, in un mondo dove tutto tende a negarLo e a tirarti con sé, ma forti di quest'esperienza e memori delle parole del Santo Padre: "vuoi una vita piena di gioia e di speranza, metti Cristo".  (Luca)

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"Tu sei grandissimo o Dio, tu sei grandissimoo ed io...poverello ello ello! " Grazie a tutti i ragazzi del campo Oasi 2013: siete stati grandi! (Stefania)

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Sosta della Madonna del monte Viglio all'Oasi


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