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2 settembre 2015 - Mercoledì - 22a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno :“Da molti uscivano anche demoni, gridando: "Tu sei il Figlio di Dio!"

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Oasi Mariana Betania

15 Agosto 2015, Prima fase del XVIII Convegno Mariano

"Maria regina delle Vittorie"

  

 

 

Itinerario di preparazione alla consacrazione a Gesù per le mani di Maria

Proposta per la 1a serata – sabato 16 maggio 2015

Introduzione al cammino di preparazione: che cos’è una consacrazione e perchè scegliere Maria come mezzo per affidarsi a Gesù

 

  1. LA PERFETTA CONSACRAZIONE A GESU’
  2. Il termine consacrazione indica un atto che rende partecipi della santità di Dio, unendoci a Lui, il Santo per eccellenza, in maniera talmente forte da rendere la persona che si consacra come totalmente riservata a Dio. Tutti siamo chiamati ad essere santi, cioè uniti a Dio. La consacrazione è innanzitutto un dono di Dio che ci propone un modo per essere ancora più legati a Lui (e cioè santi) ma implica una risposta di libera adesione da parte dell’uomo. Nel cuore di ogni uomo c’è qualcosa che lo spinge verso la ricerca della perfezione. La perfezione massima per un cristiano è quella di conformarsi e unirsi sempre più a Gesù. Poiché la creatura che più di ogni altra è stata conforme, unita e consacrata a Gesù è Maria, ne consegue che tanto più un’anima sarà consacrata a Maria, quanto più essa sarà consacrata a Gesù, Suo figlio, a cui Ella continuamente rimanda.

     

  3. LA CONSACRAZIONE A GESU’ PER LE MANI DI MARIA SI BASA SULLA CONSACRAZIONE BATTESIMALE
  4. Il Battesimo dona la prima e profonda consacrazione perché, tramite questo sacramento, Dio ci dona la sua vita e mette in noi il “germe”, il “seme” della santità. “Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione” (CCC, 1213). Il Battesimo ci dona il “carattere” sacramentale, un sigillo spirituale che ci consacra a Gesù. Battezzare, dal greco, significa tuffare,  immergere; l’immersione nell'acqua è simbolo del seppellimento del nuovo cristiano nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui, quale nuova creatura. Con la consacrazione a Gesù per le mani di Maria si vuole donare sempre di più se stessi a Gesù per rispondere alla propria vocazione e continuare in maniera più spedita il cammino iniziato il giorno del Battesimo. Il giorno del Battesimo questa nostra volontà è stata espressa dalla fede dei nostri genitori e dei nostri padrini. Con questo atto ripetuto da adulti vogliamo confermare volontariamente questa nostra donazione, affidandola alla Mamma stessa di Gesù.

     

  5. Dio sceglie Maria una volta per sempre
  6. Ciò avviene perché il volere di Dio è che tutto ci venga donato per mezzo di Maria.
    Infatti scegliendola tra i suoi figli, pur rimanendo creatura, in lei opera la Grazia che la fa nascere in modo immacolato, cioè senza peccato.
    Questa condizione di Maria (immacolata) fa sì che il Verbo, dopo il suo consenso all’Arcangelo Gabriele, possa incarnarsi in lei per opera dello Spirito; quindi Maria è Sposa dello Spirito e Madre del Figlio.
    Rimane scelta per sempre perché, dopo averci donato il Figlio, lei partecipa alla redenzione e tutt’ora partecipa attivamente alla nostra vita di santità.

     

  7. Dio Padre e Maria Madre
  8. Come in natura troviamo due genitori, il padre e la madre, anche nel soprannaturale, e spirituale troviamo Dio che è Padre e Maria che è Madre.
    Dio è Padre perché con la nascita di Gesù noi tutti siamo diventati figli.
    Maria è Madre perché oltre a generare il Figlio, continua a generare figli a Dio, attraverso la fede e nel battesimo.
    Maria dopo aver partorito e cresciuto Gesù, continua il suo ruolo di Madre sotto la croce dove accoglie noi tutti attraverso Giovanni; essendo lei Madre della chiesa, genera nuove creature a Dio ogni volta che un uomo viene battezzato.

     

  9. Maria segno e figura della chiesa
  10. Nella Lumen Gentium (documento del Concilio Vaticano II) Maria è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della chiesa e sua immagine ed eccellentissimo modello nella fede e nella carità.
    Maria cioè, diversa da tutti gli altri fedeli in quanto la sua perfezione supera quella di tutti gli altri membri della Chiesa, appartiene tuttavia alla Chiesa e ne è membro a pieno titolo.
    Maria e presente fin dall’inizio e accoglie la chiesa in fasce tra le sue braccia già da sotto la croce.
    Accettando Giovanni Maria accetta di crescere la chiesa (e quindi noi) come aveva accettato di Crescere Gesù, continuando la sua opera sia dopo la Pentecoste che dopo la sua Assunzione.
    Ancora oggi  vediamo i Segni della sua guida amorevole di Madre attraverso le apparizioni che in tutto il mondo si manifestano.

 

 
  

Nella ricorrenza della festa del Battesimo di Gesù

IL VESCOVO GERARDO INCONTRA L’ASSOCIAZIONE OASI MARIANA BETANIA

 

Domenica scorsa 11 gennaio, festa del Battesimo di Gesù e 17° anniversario del riconoscimento dell’Oasi come associazione pubblica di fedeli, in un clima di gioiosa fraternità, il nostro vescovo Gerardo, nonostante i molteplici impegni, non ci ha fatto mancare la gioia della sua presenza e la sua splendida riflessione per il cammino dell’Associazione ma anche per il cammino di ogni battezzato.

“Siamo nell’anno della vita consacrata e credo sia importante parlare ed annunciare questo carisma che rientra anche nel progetto pastorale diocesano impegnato quest’anno sul tema della vita come dono e come vocazione”, ci ha detto il Vescovo, che ha poi approfondito il tema della vocazione partendo da un’analisi attenta e puntuale delle difficoltà di tanti istituti religiosi che stanno chiudendo.

Don Gerardo si è poi soffermato sull’importanza, per il mondo di oggi, della consacrazione secolare–laicale, ricordando che “i consigli evangelici sono per  tutti e non per alcuni soltanto, anche se ognuno è chiamato a viverli secondo il proprio stato di vita”.

Parlando, quindi, sul tema della consacrazione ha precisato che bisogna far capire che la stessa ”non è solo per i preti, le suore, i monaci ma è per ogni battezzato che ha capito il valore del Vangelo” 

Don Gerardo, quasi fosse venuto apposta per affidare all’Oasi questa sfida di far capire che l’osservanza dei consigli evangelici è la vita ordinaria del Vangelo, ci ha poi parlato del prossimo 2° Seminario Teologico Pastorale che si terrà in Quaresima, nel quale è prevista una serata dedicata alla vita consacrata e ci ha invitato a far conoscere in quella occasione, l’esperienza  di consacrazione in atto nell’Associazione.

Al termine del prezioso e fruttuoso incontro ci siamo ritrovati insieme, gioiosamente a condividere tante buone cose che le varie “Marta” della comunità hanno preparato.

Grati sempre al Signore della giornata ricca di doni ed emozioni, restiamo con Maria per Gesù al Padre nello Spirito.

 una novizia

 

                                        

 

 

           

 

VIVERE é... RISPONDERE

Itinerario di spiritualità coniugale aperto a tutti presso l’Oasi Mariana Betania - Alvito

La famiglia al centro: è l’attenzione che l’associazione Oasi Mariana Betania vuole testimoniare con la proposta di incontri  specifici sul matrimonio cristiano.

Il primo in programma per l’anno 2013-2014 si è tenuto il 14 dicembre 2014 presso la sede di Alvito con il tema MATRIMONIO: VOCAZIONE E SACRAMENTO”, un argomento che merita particolare attenzione soprattutto in un contesto storico come quello che stiamo vivendo,  in cui si tende ad offuscare il vero significato di matrimonio e famiglia.
L’incontro è stato guidato da alcuni membri dell'Oasi, esperti in dinamiche familiari e di coppia, che con la loro esperienza concreta hanno trasmesso i contenuti essenziali in merito al tema trattato, aiutando i presenti alla condivisione del proprio vissuto; è emersa in particolar modo la difficoltà a vivere uno stile di famiglia cristiana nella vita quotidiana di ogni giorno

Il secondo momento di formazione e riflessione si è svolto il 15 marzo 2015, con il tema: GLI SPOSI CHIAMATI A VIVERE "UN AMORE FEDELE, PERSEVERANTE, FECONDO" (papa Francesco): le relazioni sane che producono benessere in una coppia, diventano generatrici di fecondità umana e spirituale per i figli, che hanno nelle figure genitoriali dei modelli di riferimento. Si è sottolineata molto la necessità della perseveranza e coerenza nella fede vissuta in famiglia, senza separare la fede dalla vita vissuta nella pratica.

Gli incontri, vissuti in un clima di famiglia e di serenità, hanno impegnato il pomeriggio della domenica, coinvolgendo le famiglie presenti nel loro complesso: i figli infatti – mentre i genitori approfondivano il loro tema - hanno usufruito di un’allegra animazione prevista per loro da alcuni membri dell’Oasi.

Il terzo e ultimo appuntamento dell'annuale itinerario per famiglie si terrà sempre presso la sede dell’Oasi ad Alvito il 14 giugno prossimo, con inizio alle ore 15,30 e conclusione alle 18,30. Verranno proposti in questi eventi contenuti pratici ed esperienziali relativi all'amore sponsale tra coniugi, secondo il tema: GLI SPOSI, CHIAMATI AD AMARSI RECIPROCAMENTE, COME CRISTO AMA LA CHIESA.

Gli incontri sono aperti a tutte le famiglie che sono interessate ad approfondire la propria vita di fede e di amore. Per informazioni ulteriori, ecco i vari contatti: Oasi Mariana Betania, Via Colle Pizzuto, 26 – tel. 0776/510961; sito web: www.oasibetania.it; email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Antonina Petitta –  Associazione Oasi Mariana Betania

 
  
La parola al carcere
Iniziativa dell’Oasi Mariana Betania al carcere di Cassino

A Cassino il 5 dicembre, incontro singolare tra chi è incarcerato nella libertà e chi volontariamente si è fatto prigioniero della Parola di Dio. Un’iniziativa che parte da don Alberto Mariani, fondatore dell’associazione Oasi Mariana Betania, con la presenza preziosa del nostro vescovo, mons. Gerardo Antonazzo, dell’Amministratore diocesano di Cassino, Don Augusto Ricci e il coinvolgimento di alcuni membri dell’Oasi, di amici e artisti, tutti accomunati dal desiderio di trasmettere e consegnare ai detenuti della casa circondariale di Cassino il terzo volume (il quarto è in stampa in questi giorni) che raccoglie le brevi e intense meditazioni di don Alberto di un intero un anno in compagnia della Parola di Dio.
Negli anni passati ai detenuti era arrivato in dono per Natale il calendario edito dall’Oasi, che ha la particolarità di segnalare quotidianamente una frase del Vangelo tratta dalla liturgia di ogni giorno, ma ora si aggiunge un testo completo, un libro agile, semplice, adatto per riflettere, sentirsi meno soli e accompagnati dal Vangelo ogni giorno dell’anno.
Per questa originale presentazione/consegna del volume Dio, appuntamento quotidiano, volume 3, don Alberto - su suggerimento del cappellano don Luigi D’Elia - ha organizzato una sorta di “meditazione musicale”, aspettando il Natale come dono di salvezza, per un momento di riflessione e di amicizia in preparazione al Natale. Quando gli chiedi com’è andata dice quasi come a se stesso: “…è stato un bellissimo momento di amicizia e di evangelizzazione, una proposta di annuncio della Parola, da replicare anche altrove, uno schema possibile…”
Per l’occasione si sono messi insieme diversi artisti con strumenti musicali (armonium, zampogna, ciaramella, armonica a bocca, violoncello), un piccolo team  di presenze qualificate per passione e professionalità, che hanno dato voce ad alcune pagine del libro, dato vita a spazi musicali, in un dialogo reso possibile nonostante i numerosi controlli, le infinite raccomandazioni, quasi in un clima di famiglia…
È davvero difficile dire che cosa si è vissuto: cancelli e cancelli, tanto dolore, tanti corridoi e chiavi e ancora cancelli… e poi un ordine: non parlare personalmente con nessuno, non rilasciare autografi per esteso, potrebbe essere contraffatta la firma per utilizzarla… quante contraddizioni attraversano l’anima… abbiamo vivo il ricordo di quando vediamo gente che fa disastri e diciamo: ma che vadano in galera! E poi ci vai in galera e vedi, e finisci per dire, come Papa Francesco: perché lui è dentro e io no? Io che merito ho più di lui per non stare lì? Forse ho solo avuto meno occasioni…
Avete voglia di entrare nell’atmosfera dell’incontro? Socchiudete gli occhi, immaginatevi il suono della nenia natalizia che preferite, stile “Tu scendi dalle stelle” o “Quando nascette o Ninno a Betlemme” e leggete con calma, quasi sussurrando al cuore, per esempio il commento che don Alberto scrive il 28 maggio:

Se il mondo vi odia,
sappiate che prima di voi ha odiato me
(Gv 15,18)

L’odio con l’amore non attacca
e non dovrebbe esistere.
Invece anche di esso, checché si possa dire,
è pieno il mondo, purtroppo, ancora oggi
e qualche volta sembra prevalere.
O almeno questo è quello che si vede,
perché se l’odio, come il male, fa rumore,
l’amore è silenzioso, ma alla distanza
produce con pazienza assai di più
di quello che, a sua volta,
l’odio è capace di distruggere.
La sorte dei discepoli, a detta di Gesù,
non può essere diversa
da quella riservata a lui
che è stato odiato
per il troppo amore.

Ascoltando le testimonianze di alcuni amici presenti, abbiamo raccolto un messaggio utile a non lasciarci rubare la speranza, neppure in un luogo come questo.

 “Guardi quei volti e ti sembra di conoscerli da sempre, pensi a quello che hanno vissuto, sei consapevole che è tanto difficile aiutarli, dal punto di vista pratico, perché sono necessarie tante risorse per riuscire a farcela”: Giuseppina Bellisario -da Sora–  è un membro dell’Oasi che da tanti anni lavora come assistente sociale nel campo delle tossicodipendenze, dell’emarginazione, delle devianze mentali. Ha fatto da filo conduttore dei brani letti, gli stacchi musicali, gli interventi. È pensosa e ricorda in un flash le persone incontrate nella casa circondariale di Frosinone, quando faceva da mediazione per consentire ad alcuni detenuti tossicodipendenti di inserirsi in comunità di recupero.  “Sembro insensibile, non ho pianto neppure nel momento più commovente, quando uno di loro, intervenendo durante l’incontro, ha affermato: ‘Abbiamo sbagliato e adesso paghiamo per quello che abbiamo fatto’. Ho pensato: magari fossero tutti così consapevoli! Il difficile sta proprio nel raggiungere questo grado di consapevolezza, che ti permette di risalire.  Ma in ogni caso momenti come questi sono pur sempre risposta ad un bisogno di spiritualità che emerge anche in questa situazione, quando per esempio uno di loro ha chiesto: ‘Vogliamo la benedizione!’. Questo è il segno della ricerca di tanti: non basta la pena, bisogna restituire dignità e risorse, per ricominciare in modo diverso. Questo momento che abbiamo voluto con loro è solo una goccia nel deserto, ma comunque una esperienza forte, bella, che ha voluto far sentire queste persone fratelli nostri. Sì, ci vogliono tante risorse, si stanno facendo alcune iniziative, per esempio Michele (l’organista di Montecassino n.d.r.) insegna loro a  suonare… da una goccia tante gocce e… comincia a piovere nel deserto!

Alberto Gulia, - il grafico che ha curato il libro e ha contribuito concretamente per le 300 copie donate al carcere - si è commosso quando - al termine del momento di annuncio e di fraternità – è stato intonato il Padre nostro, pregato con grande convinzione da tutti: persone così diverse per condizione, storia personale, credo religioso. “Ho avuto la sorpresa di trovarmi davanti a tante persone giovani - dice Alberto - e alcune le conoscevo persino. Ho capito che c’è anche chi sta lì per reati lievi. Mi ha colpito il racconto di don Luigi, cappellano del carcere che descriveva la storia di uno di loro, che sta scontando una pena di alcuni mesi di carcere, perché non si è presentato in Tribunale a chiarire il fatto di non aver mandato l’assegno di mantenimento a suo figlio, che nel frattempo aveva deciso di non abitare più con la madre, ma con il nonno… ho vissuto una dimensione diversa, perché ho visto persone che hanno vissuto nel marcio, ma che hanno anche lati positivi”.

Una delle persone del gruppo arriva a dire: “Ho pensato all’Apocalisse, e chissà, il segno sulla fronte degli eletti magari è la S di sieropositivo… e chi come noi ha la presunzione di essere nel giusto, di essere stato scelto da Dio per una missione speciale, alla fine si troverà in fondo alla fila…”

Dionisio Paglia, che con la sua voce calda e serena ha dato un timbro speciale ad alcune pagine del libro di don Alberto, sottolinea l’apprensione vissuta alla sua prima esperienza in carcere, dice di aver vissuto un momento in cui gli sembrava di non poter più uscire, dopo tutti i cancelli richiusi alle sue spalle. Poi racconta i vari passaggi dell’incontro, concludendo con la battuta di un detenuto il quale sottolineando la presenza dell’amministratore apostolico della diocesi di Montecassino e del vescovo di Sora ha detto: “Sora-Cassino, un bel derby, mi dispiace per voi, ma io tifo per Cassino!”.

Diversi di loro alla fine hanno ringraziato spontaneamente, esprimendo la loro felicità per aver passato due ore di serenità, in cui si percepisce che il messaggio è passato: siamo deboli e fragile, tutti siamo in cammino, ma restiamo persone per le quali anche semplici gesti come questo ravvivano la certezza che la speranza è possibile e può essere donata o ravvivata anche con piccoli gesti!

 

Raccolto da sr. Antonella Piccirilli

 
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Sosta della Madonna del monte Viglio all'Oasi


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